L'ornitologo bambino che sogna di diventare il Piero Angela dei cieli

A 11 anni scrive libri, tiene conferenze, cura un sito. Tutti dedicati alla vita degli uccelli

Al Muse, museo delle scienze di Trento, secondo solo al National Air and Space Museum di Washinton, il piccolo ornitologo - o meglio l'aspirante ornitologo come lui stesso si definisce - Francesco Barberini è stato il protagonista di una serata scientifica sull'evoluzione dei dinosauri negli uccelli. Il piccolo Francesco, classe 2007, è un enfant prodige della scienza naturale, tant'è che il 12 marzo di quest'anno il Presidente della Repubblica l'ha premiato con il riconoscimento di Alfiere del Lavoro per i meriti scientifici e divulgativi del suo lavoro editoriale, documentaristico e di ricerca anche sul campo.

L'aspirante ornitologo, infatti, già all'età di dieci anni ha pubblicato il suo primo libro (Il mio grande libro degli uccelli, ndr), ristampato meno di un anno dopo in concomitanza della stampa del suo secondo libro sugli pterosauri, oltre alla partecipazione a svariate conferenze, rivolte anche ad un pubblico adulto. Collabora stabilmente con Focus Junior ed edita il suo sito aspiranteornitologo.it, perché come spesso ripete il piccolo scienziato «faccio una sorta di pubblicità per la natura, per sensibilizzare gli altri all'ambiente: stare in mezzo alla natura fa nascere nel cuore una sensazione speciale che vi invito a provare».

La passione scoppia presto. «Quando avevo due anni e mezzo - racconta Francesco al Giornale - ho visto il documentario Il popolo migratore, di lì è iniziata la mia passione che, negli anni, è sempre cresciuta. Oltre a studiare gli uccelli li allevo: ho un piccolo stagno recintato con sei anatre di tre specie diverse e ogni anno i piccoli vengono liberati nelle oasi e nelle riserve naturali».

Ciò che effettivamente fa più effetto, ascoltando una sua conferenza, è la proprietà di linguaggio fuori dal comune per un ragazzino della sua età: sembra di assistere a una puntata diretta da Alberto Angela ma con voce bianca e l'essere istrionico di un undicenne fuori dal comune. Due volte l'anno, il piccolo scienziato si reca a Ventotene al centro d'inanellamento ministeriale dove, spiega, «da quando ho 7 anni, catturiamo centinaia di esemplari per contrassegnarli e controllare negli anni la popolazione e le migrazioni». Quanto al futuro ha le idee chiare: studiare ornitologia e continuare i suoi viaggi di ricerca. Già lo scorso anno, infatti, ha fatto un periodo di ricerca alle Seychelles, dove ha girato un documentario sull'avifauna locale e con le esperienze di questo soggiorno «verrà pubblicato a dicembre il mio taccuino di viaggio, Seychelles Travel Book, in tre lingue, mentre ancora devo finire il racconto delle mie esperienze fatte quest'anno in Finlandia, insieme al mio editore Alessandro Troisi». Alla richiesta sui prossimi impegni, con la naturalezza che solo un bambino può avere, ci spiega che sarà a Lecce e Viterbo per delle conferenze ma che è un bambino normalissimo «a scuola - ammette - la mia materia preferita è scienze ma poi gioco, faccio sport, karate come tutti i miei compagni».

Francesco, quindi, è testimone di un'Italia diversa da quella di cui si parla di solito, un paese che ancora riesce a sfornare esempi di eccellenza che tendenzialmente siamo incapaci di valorizzare, come dimostrano le statistiche nazionali sulle fughe di laureati all'estero. L'aspirante ornitologo però ha un obiettivo: «Il mio grande sogno è incontrare e conoscere Piero Angela, di cui ho visto tutti i documentari sui dinosauri. E dopo aver collaborato con Emanuele Bigi, di Geo&Geo e Donatella Bianchi, di Ondablu e direttore WWF, magari riuscire a fare qualcosa con lui sarebbe bellissimo. - incalza contento ma deciso - Speriamo non rimanga solo un sogno».

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