Vincenzo Sofo, europarlamentare nella scorsa legislatura (Lega e poi Fdi) e marito di Marion Maréchal, oggi è responsabile per lo sviluppo internazionale dell'istituto ISSEP e dirige la rivista della fondazione europea New Direction, vive fra la Francia e l'Italia ed è attento conoscitore della politica francese.
C'è un collegamento tra l'uccisione del giovane Quentin a Lione da parte degli antifascisti e la crescita di episodi di violenza della sinistra radicale in Italia?
"Sì, ciò che accade in Francia e in Italia ha un collegamento, queste reti antifa si muovono con l'intento di destabilizzare l'ordine pubblico. Il poliziotto preso a martellate al corteo di Askatasuna a Torino, i sabotaggi alla linea ferroviaria durante le Olimpiadi, i fatti di Lione, sono metodi analoghi che vediamo in entrambe le nazioni".
Esiste una copertura politica a queste azioni?
"Senza dubbio, basti pensare che il capo della Jeune Garde antifasciste, accusata di essere coinvolta nel commando che ha ucciso Quentin, è stato candidato ed eletto parlamentare da La France Insoumise di Mélenchon nonostante fosse schedato dalle forze dell'ordine francesi come soggetto pericoloso per la sicurezza nazionale".
C'è anche la compiacenza di una certa magistratura francese?
"È un sospetto che in molti agitano quando vedono ad esempio che una responsabile di associazione studentesca di destra, oggi deputata, viene aggredita e picchiata brutalmente e i responsabili vengono condannati soltanto a fare dei lavori socialmente utili. Casi di questo tipo in Francia ce ne sono tantissimi e tutti notano come costante un certo lassismo giudiziario che è invece totalmente assente, anzi, quando a dover essere giudicate sono persone o associazioni di destra".
Un po' come in Italia
"Le minacce di gruppi come i Carc ai parlamentari di Fratelli d'Italia Sara Kelany e Francesco Filini non vanno prese alla leggera. Serve una commissione di inchiesta parlamentare e un'indagine approfondita su questi mondi, il clima di violenza politica che vede protagonisti i cosiddetti antifa a danno dei militanti di destra in Francia è quotidianità ormai da tempo, ora sta arrivando anche da noi e con modalità analoghe perciò dobbiamo prendere a monito il contesto francese per prevenire una degenerazione sul nostro territorio".
Possiamo palare di un'internazionale antifascista
"Quando si traccia il filo emerge l'esistenza di un'internazionale di estrema sinistra che negli ultimi tempi ha trovato come causa-scusa la bandiera pro Pal.
Un pretesto perfetto per la strategia che adottano e teorizzano, cioè la convergenza tra i gruppi antifa e i nostri maranza o le racailles francesi. Questa unione in Francia è già esistente e operativa da molto tempo, ora sembrano voler alzare il livello della tensione in previsione delle elezioni del 2027".