Luce e gas, nel 2020 scatta il mercato libero. Ma non si esclude l'ennesimo rinvio (al 2022)

I gestori sono circa 400 ma mancano le regole. Difficile districarsi fra le offerte

Mercato elettrico e gas di maggior tutela addio dal primo luglio prossimo. Questo potrebbe essere l'effetto dello stralcio della norma in finanziaria che spostava al 2022 la fine del mercato tutelato. Questa tipologia di utenti, sono ancora circa 18 milioni quelli che non sono passati al mercato libero, avranno circa sei mesi per poter valutare a chi affidarsi anche se alla fine potrebbe scattare una ulteriore proroga fino al 2022 con un prossimo decreto.

Per elettricità e gas infatti la scomparsa del mercato tutelato, ossia quello che vede le tariffe decise dall'Autorità per l'energia (Arera) e modificate ogni tre mesi, doveva arrivare già nel 2019. Ma nell'agosto 2018 un provvedimento portò la misura al 2020. Ma perché tanta paura da parte del governo per una misura che certamente non stravolge le bollette? La vera ragione è il rischio di truffe. Infatti se diventare gestore di tlc mobili, anche virtuali (ossia senza rete propria), è complicato, per l'energia lo è molto meno. Tanto che sul portale Arera figurano circa 390 gestori per l'energia elettrica con circa 800 offerte tariffarie per l'elettricità e altrettante per il gas con circa lo stesso numero di gestori. L'Autorità per l'energia ha cercato di aiutare i consumatori mettendo sul suo portale un comparatore di tariffe ma ovviamente il compito è parecchio arduo e le tariffe inoltre sono piuttosto simili. Per fare un caso concreto: utenza domestica da 3kw con consumi pari a 3.000 kw all'anno. Ebbene secondo il calcolatore Arera con il mercato tutelato la spesa totale sarebbe di 640 euro all'anno. In quello libero l'offerta migliore è pari a 549 euro con un risparmio inferiore ai 100 euro. Questo perché su questa bolletta le voci fisse (oneri di sistema, trasporto e gestore contatore, tasse e Iva) sono pari a 342 euro contro i 206 euro di costo puro dell'energia consumata. E i gestori possono far sconti solo sull'energia non anche sulle altre voci. Sulle bollette elettriche pesano insomma «tasse» per circa 15 miliardi (senza contare l'Iva) che vengono poi ridistribuite per sovvenzionare le aziende energivore (vedi ferrovie) o le rinnovabili. Il risultato è che la concorrenza non è e non sarà come quella che ha portato consistenti tagli alle tariffe delle tlc fisse e mobili.

La proroga permetterebbe dunque di colmare una serie di criticità (manca un elenco completo dei venditori) causate da ritardi legislativi presenti sui provvedimenti chiave che devono garantire i principi di trasparenza e concorrenza. Tanto che alcuni utenti passati al mercato libero, rendendosi conto che spendevano di più rispetto al tutelato, sono addirittura tornati indietro. Secondo Arera è già passato al mercato libero il 44% delle famiglie. Di queste, comunque, il 50% ha scelto le offerte a prezzo fisso scartando quelle, giudicate più insidiose, a prezzo variabile.

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Commenti

Massimo Bernieri

Mer, 18/12/2019 - 15:28

Avrebbero dovuto dare il permesso di vendere energia elettrica solo a chi realmente la produce e non c'è solo ENEL ma altri grossi gruppi che hanno le ex centrali ENEL acquistate a suo tempo per la liberalizzazione del mercato e non uno qualsiasi con solo un ufficio che compera e rivende idem per il gas:ci sono da sempre aziende ex municipalizzate che distribuivano il gas in regime di monopolio in una città o provincia.Queste potrebbero vendere il gas a prezzi liberi anche fuori dalla loro zona "storica"

cir

Gio, 19/12/2019 - 11:45

Solo chi produce energia ha il diritto di venderla .E' la legge di un mercato sano e pulito.

stefi84

Gio, 19/12/2019 - 18:26

Giusto prorogarla al 2022, lo si farà col decreto milleproroghe.