L'ultima follia di Santori: vuole una nuova tassa sulle auto

Il leader delle sardine, ora candidato nel Pd, vuole sfoderare un'altra tassa: "Qualcuno bisognerà scontentare, qualcuno dovrà rinunciare a qualcosa in favore della collettività"

L'ultima follia di Santori: vuole una nuova tassa sulle auto

Immigrazione e più tasse: la sinistra sembra avere le idee chiare su quelle che rappresentano le priorità nell'agenda politica in tempi di Coronavirus. Il che si traduce in speranze verso ius soli, patrimoniale e altri aumenti nei confronti dei più abbienti, considerati il principale mirino da bersagliare per compensare a una sacca di criticità e povertà maturata negli anni. Ed ecco che anche Mattia Santori si iscrive all'appello del registro rosso, chiedendo un sacrificio economico a chi possiede la seconda automobile.

La ricetta di Santori

Il leader delle sardine si è candidato nel Partito democratico in occasione delle elezioni Amministrative di Bologna. Una mossa che semplicemente conferma le affinità tra la galassia dei pesciolini e il mondo del Pd. Santori ha sollevato un tema di grande importanza: progettare la città vivibile del futuro, tenendo però in considerazione che alla fine "qualcuno bisognerà scontentare, qualcuno dovrà rinunciare a qualcosa in favore della collettività".

Insomma, l'esponente delle sardine non vuole indossare minimamente gli abiti del populista e si fa promotore del movimento che intende prendere decisioni indipendentemente dal consenso popolare. Non a caso, per provare a risolvere il problema della mancanza di spazi, ha provato ad avanzare una serie di proposte. Tra queste vi è quella di esentare le associazioni dal contributo di occupazione del suolo pubblico. Ci può stare.

Ma è la seconda iniziativa che fa storcere il naso a molti: Santori vorrebbe riconoscere un onere già a partire dalla seconda automobile "che ciascun residente parcheggia sul suolo pubblico". Un modo per dare "un segnale importante a tutte quelle realtà che si prendono cura gratuitamente della collettività". Il leader delle sardine è perfettamente consapevole che la sua idea "farà arrabbiare qualcuno", ma al tempo stesso assicura di non aver paura dei possibili risvolti elettorali: "Non ho scelto di fare politica per prendere voti".

Lo scontro con Lepore

Diciamo che il centrosinistra a Bologna non se la sta passando proprio bene. A far discutere è il sistema dei dehors, istituito in via emergenziale per garantire la normativa anti-Covid per bar e ristoranti con l'arrivo dell'autunno. Matteo Lepore, candidato sindaco del centrosinistra, sostiene la necessità di "ricondurre al più presto alla normalità l'uso degli spazi pubblici concessi alle attività commerciali di somministrazione per aiutarle a superare la crisi prodotta dalla recente pandemia". Via i dehors? Un'opzione verso cui Santori si è mostrato contrario: "Non vanno del tutto rimossi, preferisco i presidi di socialità agli oggetti immateriali".

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