L'ultima verità di Striano: so moltissime cose

L'ufficiale Gdf alle Iene critica Cantone e Melillo: "Scaricati tantissimi file, potrei scrivere 8mila libri"

L'ultima verità di Striano: so moltissime cose
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«Non è più tempo di parlare», aveva fatto sapere Pasquale Striano (nella foto) tramite i legali al Giornale dopo il suo whatsapp in redazione. Ora che il cappio intorno a lui sembra stringersi, sentite le audizioni dei suoi superiori alla commissione Antimafia - dal comandante della Gdf Andrea De Gennaro al direttore della Dia Michele Carbone - l'ufficiale Gdf al centro del presunto dossieraggio su cui indaga la Procura di Perugia dopo la denuncia del ministro della Difesa Guido Crosetto ha capito che questa strategia non paga. Meglio difendersi, ridicolizzando Raffaele Cantone («Ci faremo due risate...») e perfino il Procuratore nazionale antimafia Giovanni Melillo («Eccezionale, ma se ti deve scaricare ti scarica...»), insinuando che le antipatie tra magistrati ostacolino la lotta alla mafia.

Al microfono di Gaetano Pecoraro delle Iene, ieri sera in onda, Striano è sembrato un fiume in piena, capace di autosmentirsi. «Male non fare, paura non avere. Dimostrerò che esisteva un grande investigatore e lo volete far passare per un lavoro alla carlona», sibila. Poi scagiona «fino alla morte» il pm Antonio Laudati da cui diceva di aver preso ordini («Mai mi ha chiesto niente, poteva difendere un po' di più la baracca...»), ammette che potrebbe essere condannato «per qualche cazz...» come le ricerche sui vip come Fedez («Una mia curiosità»), non certo per il dossieraggio «che mi state attribuendo, non so neanche che parola è».

Capelli brizzolati, faccia stanca («ho una rabbia dentro») e un'improbabile tuta, l'ufficiale Gdf pizzicato sotto casa dice che l'inchiesta gli ha devastato una vita da investigatore passata a dare la caccia a mafiosi come Tommaso Buscetta o Matteo Messina Denaro, anche «violando la legge»: «Per 39 anni stai da una parte, all'improvviso ti ritrovi dall'altra parte». Quanto alle migliaia di accessi nelle banche dati, Striano precisa: «Il mio lavoro è leggere le Segnalazioni di operazioni sospette, una te ne porta altre dieci, tu hai accesso a 3mila Sos in un giorno. I 34.700 file scaricati? Più dati immagazzinavo, più riuscivo a collegare le cose, a fare informative su mafia, riciclaggio e terrorismo che neanche potete immaginare». Ammette che certi input arrivavano «dall'amico giornalista e dal collega». E su Crosetto svicola: «Indagavo sugli investimenti dei fratelli Mangione (soci di Crosetto, ndr) su tutta Roma.

Un'inchiesta da dieci e lode», assicura Striano, che confida di arrivare alla pensione quasi indenne, tanto «mancano pochi mesi». Facile credergli. Perché è difficile scaricare uno 007 che ha migliaia di file in testa. Tanto fa fargli giurare: «Potrei scrivere 8mila libri». Già, ma su chi?

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