Il lungo ritorno di Fini tra incontri e interviste. Obiettivo Europee 2024

Oggi rimpatriata a Napoli con gli ex fedelissimi. Ormai è rientrato a casa Fdi

Il lungo ritorno di Fini tra incontri e interviste. Obiettivo Europee 2024

Rimpatriata finiana a Napoli. L'ex presidente della Camera Gianfranco Fini raduna i fedelissimi per un evento in pubblico, tra la gente (e non in uno studio televisivo), dopo il lungo esilio iniziato all'indomani della disfatta elettorale del 2013 con Futuro e Libertà. La reunion finiana è in programma oggi alle 10.30, in piazza Trieste e Trento, al secondo piano di Palazzo Zapata. A pochi passi da piazza del Plebiscito, che rievoca per la destra italiana gloriosi ricordi nel nome di Giorgio Almirante.

A Palazzo Zapata si ritroverà tutta la vecchia guardia delle truppe finiane. Ci sarà Enzo Raisi, uno dei colonelli di Fli, che per l'occasione presenta il suo libro («La Casta siete voi»). E poi un nutrito gruppo di ex dirigenti ex An: tutti in congedo dalla vita pubblica dal 2013 assieme al loro leader.

Ci saranno gli ex consiglieri provinciali di Fli Enrico Flauto e Carlo Di Dato, volti storici della destra partenopea. Ci sarà Ugo Maria Chirico, ultimo coordinatore di Fli di Napoli, prima della dissoluzione. Italo Bocchino? «Sicuramente farà una capatina», assicurano gli organizzatori dell'evento, che al Giornale però minimizzano il significato del rientro: «Siamo noi coinvolgerlo. Fini non ne vuole sapere di un rientro in politica».

Intanto però l'ex capo di An inizia a prendere contatto con la gente. Vuole riassaporare il gusto di una stretta di mano o di un applauso dal vivo. Sonda il terreno. Ufficialmente, Fini allontana l'ipotesi di un ritorno in campo. Ma in realtà ha riannodato i rapporti con i suoi ex colonnelli. E il suo ritorno a casa pare che avvenga sotto lo sguardo benevolo di Palazzo Chigi. Da qualche mese, comunque, sembra aver abbandonato il letargo. L'incontro con la stampa estera, all'indomani del trionfo elettorale di Giorgia Meloni, è stata l'occasione per rompere il ghiaccio. Poi una doppia apparizione in tv da Lucia Annunziata in cui ha dispensato suggerimenti e consigli al primo premier italiano di destra. E poi ancora in tv da Lilli Gruber (dove è di casa Italo Bocchino) e infine ieri alla puntata di «BellaMa». Il passato è ormai azzerato. L'esperienza di Futuro e Libertà è dimenticata. La riappacificazione è ormai compiuta. Alessio Butti, Roberto Menia, Alfredo Mantovano: tutti fanno parte del progetto Fratelli d'Italia. Vecchia e nuova guardia si è ritrovata. C'è chi come Peppe Valditara si è riproposto come ministro in quota Lega. Un fedelissimo di Fini fissa un concetto: «Non scherziamo, Meloni e Fini non hanno mai litigato». E in effetti i rapporti non si sono mai interrotti, l'ex capo della destra è ascoltato da Meloni e per lei dispensa solo parole al miele: «Credo che la grande qualità che ha quella donna è che quando si sente impreparata, o teme di esserlo, studia. Quindi non improvvisa. Il presidente Bertinotti, che stimo, e credo di poter dire che godo della sua stima, quando era presidente della Camera mi disse Meloni ha presieduto da vicepresidente in modo ineccepibile. Non aveva alcuna esperienza, ma studiava» ha ribadito ieri su Rai2. Fini nell'intervista al programma BellaMa ha fornito uno spunto sull'autonomia, tema spinoso per la maggioranza: «Le Regioni, istituite nel 1970, oggi hanno un ruolo molto importante nella vita della Repubblica. Si sta discutendo tra l'altro dell'autonomia, cosiddetta, differenziata. E allora perché non pensare di guardare un po' in Europa, dove per esempio c'è il modello tedesco». Sul futuro di Fini si fanno congetture.

Chi lo vedrebbe già in campo alle Europee in lista con Fdi. Chi invece lo indica come candidato naturale per la poltrona di commissario Ue al posto di Gentiloni su indicazione del governo italiano. Ipotesi, per ora. Una certezza: Fini è ritornato a casa.

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