Da oltre vent'anni è l'uomo ombra del regime. Pochissime foto pubbliche, nessuna carica ufficiale finora, ma il controllo su intelligence, repressione e finanze della Repubblica islamica. Nei cablogrammi diplomatici dalle ambasciate americane nel Golfo lo definivano "il potere sotto le vesti" e sospettavano che intercettasse le telefonate del padre, la defunta Guida Suprema Ali Khamenei, per controllarne l'agenda. Grazie a questa influenza ha accumulato - tramite intermediari e prestanome - un patrimonio che spazia dagli hotel di lusso a Francoforte e Maiorca fino alle proprietà immobiliari da nababbo nella strada dei miliardari a Londra, Bishops Avenue, e nella "Beverly Hills" di Dubai. E poi conti in Svizzera, Liechtenstein, Regno Unito ed Emirati. Un bottino da qualche miliardo di euro, messo insieme soprattutto attraverso la vendita di petrolio tramite società fantasma, aggirando le sanzioni, ha raccontato un'inchiesta di Bloomberg.
Mujtaba Khamenei, 56 anni, secondogenito prediletto dell'ayatollah Khamenei, è il nuovo Rahbar, la nuova Guida Suprema dell'Iran, secondo voci ben informate dall'Iran che attendono l'annuncio ufficiale. Eletto dall'Assemblea degli 88 Esperti, Khamenei junior è adesso non solo la figura più potente della teocrazia islamista, ma anche il most wanted, l'uomo più ricercato da Washington e Gerusalemme dopo l'uccisione del padre, l'ayatollah Ali Khamenei, nei primi minuti di guerra lanciata da Stati Uniti e Israele.
Sopravvissuto ai raid, definito dagli avversari riformisti "il figlio del padrone", il secondo dei sei eredi di Khamenei è l'uomo accusato di aver orchestrato i brogli per condurre alla vittoria l'ex presidente Mahmud Ahmadinejad nel 2005 e nel 2009 ed è l'artefice, dietro le quinte, della repressione di quegli anni e della macelleria di gennaio contro i manifestanti anti-regime disarmati. Suo è stato il comando ombra dei Basiji, le spietate milizie volontarie che sono uno dei bracci armati al servizio delle Guardie della Rivoluzione. La sua scelta è la conferma che le teocrazia vuole continuare a vivere e agire più spietata che mai. Non a caso, come il padre, Mojtaba arriva allo scranno più alto della dittatura pur essendo un chierico di medio rango e non un grande ayatollah né un faqih, un giurista islamico, come prevederebbe la Costituzione iraniana.
Nato a Mashhad e cresciuto nel seminario di Qom, culla dello sciismo iraniano, Mojtaba ha servito negli anni finali della guerra Iran-Irak fra il 1987 e il 1988 e approda al vertice della Repubblica islamica dopo aver operato per almeno vent'anni nell'ufficio della Guida Suprema, il Beit, dove si concentra il vero potere oltre la facciata dei governi e dei presidenti. Per questo è riuscito a bypassare la Carta dell'Iran, nata dopo la Rivoluzione del '79 anche contro il principio dell'ereditarietà monarchica. Avrebbe ricevuto segretamente la benedizione di Khamenei senior ed è oggi l'anello di congiunzione fra le alte sfere religiose e le Guardie della Rivoluzione, sempre più potenti. Con lui i Pasdaran vogliono salvare il "sistema", cercano stabilità e legittimità all'interno della base centrale del regime, senza disdegnare la continuità con Khamenei padre. Con Mojtaba la guerra può continuare più dura che mai e se a un certo punto si volesse cercare un accordo con i nemici, Mojtaba potrebbe essere l'unico a farlo digerire.
"La sua figura è cruciale per la sopravvivenza del regime, del sistema, ma è la peggiore delle opzioni per il futuro dell'Iran, che può diventare persino peggiore", spiega al Giornale Beni Sabti, iraniano fuggito ragazzino dal suo Paese, oggi tra i maggiori esperti del dossier Teheran per l'Inss, l'Istituto israeliano per gli studi sulla sicurezza nazionale, oltre che consulente culturale della celebre serie tv Apple, Teheran.
"Da anni i Pasdaran premono per la sua elezione perché è un radicale, difensore del programma nucleare e missilistico, che continuerà a esaltare la guerra con la propaganda, la repressione e il controllo tramite la tv di Stato. Con lui il Paese si avvia a diventare come la Corea del Nord. Per questo Stati Uniti e Israele faranno di tutto per eliminarlo prima possibile".