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Macron-Leone, asse sul multilateralismo

Il presidente e il Pontefice per il dialogo. A settembre visita del Papa in Francia

Macron-Leone, asse sul multilateralismo
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Un focus sulla guerra in Iran, ma soprattutto sulla drammatica situazione che vive il Medioriente, in particolare il Libano. Il Presidente francese Emmanuel Macron ha avuto il primo faccia a faccia con Papa Leone XIV che lo ha ricevuto in udienza privata in Vaticano insieme alla moglie Brigitte e al seguito. Il Pontefice e il Presidente si erano sentiti al telefono circa un anno fa, ma da allora non c'era mai stata occasione per un incontro di persona: soltanto un veloce scambio a voce sui temi della pace, ma niente di più. Quella di ieri mattina, invece, è stata l'occasione d'oro per Macron per esporre al Papa e al Segretario di Stato di Sua Santità, Pietro Parolin, accompagnato dal "Ministro degli Esteri", monsignor Paul Richard Gallagher, il suo punto di vista, in particolare su quanto sta avvenendo in Libano, criticando l'azione in solitaria di Stati Uniti e Israele, ritenendo invece necessaria, per la fine dei conflitti, una soluzione multilaterale, con il coinvolgimento dell'Unione Europea e di altri Stati dell'area. In un comunicato della Santa Sede, si legge, infatti, che "nel corso dei cordiali colloqui in Segreteria di Stato si è fatto riferimento ai buoni rapporti esistenti tra la Santa Sede e la Francia. Ci si è poi soffermati su rilevanti questioni di carattere internazionale, con uno scambio di vedute sulle situazioni di conflitto nel mondo, auspicando che si possa ristabilire la convivenza pacifica attraverso il dialogo e il negoziato".

La necessità di intraprendere iniziative e prendere decisioni multilaterali per la pace, è una posizione che Macron ha esposto molto chiaramente durante i suoi colloqui in Vaticano, ma anche nell'incontro di due giorni fa con la comunità di Sant'Egidio, nei quali ha trovato un alleato di ferro per promuovere azioni di pace che il Presidente francese ha più volte definito "impura", non illusoria, ma realizzabile soltanto scendendo a patti con la realtà e con chi scatena le guerre, pur di evitare nuove catastrofi. Questo non soltanto in Medioriente, ma anche in Africa, dalla Repubblica Democratica del Congo, alla Repubblica Centrafricana e al Sahel.

Non è un mistero, comunque, che il Presidente francese consideri la diplomazia della Santa Sede "fondamentale" per il raggiungimento della pace: anche per questo motivo ha voluto dedicare i suoi due giorni a Roma esclusivamente a incontri con esponenti e istituzioni cattoliche, rinviando a prossima occasione dei possibili incontri di natura prettamente politica.

Nonostante le critiche ricevute in passato, su temi come il diritto alla vita e l'eutanasia, Macron è sempre riuscito a mantenere un ottimo rapporto sia con Sant'Egidio, sia con la Santa Sede e in particolare con Papa Francesco, anche se il pontefice argentino, in dodici anni di pontificato, non ha mai voluto compiere una visita ufficiale in Francia.

Nemmeno per la riapertura, dopo l'incendio, della cattedrale di Notre-Dame, nel dicembre del 2024, preferendo, in quell'occasione, la Corsica, dove era in corso un convegno sulla religiosità popolare del Mediterraneo. Con Leone XIV le cose sembrano andare, invece, in un'altra direzione: dopo aver ricevuto un invito ufficiale da parte di Macron, il Pontefice starebbe pensando di compiere una visita in Francia il prossimo settembre.

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