Macron scommette su Borne. "Dedicato a tutte le ragazze"

La ministra del Lavoro promossa a capo del governo. Una tecnocrate per la svolta rosa: "Credete nei sogni"

Macron scommette su Borne. "Dedicato a tutte le ragazze"

Emmanuel Macron pesca l'attesa «perla» in casa, irradiando il nascente esecutivo non solo di rosa ma di energia e realismo. La Francia torna così ad avere una donna a capo del governo trent'anni dopo l'esperienza di Édith Cresson (maggio '91 - aprile '92); segnata da insuccessi politici e da un carattere poco diplomatico in un'epoca che diede il peggio di sé in quanto a misoginia. Oggi tocca a Élisabeth Borne sfidare le convenzioni. Diverse: quelle di un tecnico a Matignon chiamato a dare il timing a una squadra di politici provenienti da diversi schieramenti. Cinque anni fa, da sconosciuta al grande pubblico, Borne incarnava l'apertura alla società civile in quel «mondo nuovo» disegnato da Macron. Oggi è l'emblema delle idee messe in campo nel Quinquennato appena concluso. Per questo è diventata bersaglio di attacchi, da estrema destra a sinistra, e stavolta di stampo politico.

Ancor prima d'arrivare a Matignon, ieri per il passaggio di consegne con il dimissionario Jean Castex, Jean-Luc Mélenchon riconosce «competenze e qualità personali» alla ministra del Lavoro promossa a capo del governo. «Ma incarnerà la continuità, una nuova brutta stagione comincia». Il tribuno della gauche smentisce che rappresenti la sinistra, nonostante il pedigree la riconduca nell'alveo dei socialisti, come mano tecnica sui tavoli dei leader.

Per il comunista Fabien Roussel, «Macron ha trovato la sua Thatcher». E anche gli ecologisti attaccano Borne, come pure Marine Le Pen: «Macron dimostra la volontà di continuare la politica del disprezzo, senza aperture». Lei, Borne, replica subito: «Crediamo che le politiche pubbliche debbano essere costruite attraverso il dialogo, questo è il senso del nuovo metodo voluto dal presidente». Dandosi il cambio con Castex, cita le politiche ecologiche, «associando maggiormente le forze vive del nostro territorio», scongiurando almeno nella retorica nuove tensioni sociali.

Dopo due premier «politici» da destra, Macron sceglie dunque una tecnocrate. Ma chi è la 61enne Borne? Fama di lavoratrice instancabile: di quelle che mandano la prima email alle 5,30 del mattino e l'ultima a mezzanotte, è sempre stata, in 5 anni da ministra in varie caselle, anzitutto esigente con se stessa. Poche pause. Teatro, opera e romanzi, con un debole per gli scrittori finlandesi Arto Paasilinna e Sorj Chalandon e vacanze-escursioni nel deserto in Marocco o in Giordania. Sarà per questo che si è mossa bene nella sua «traversata» in politica.

Da tecnocrate al servizio della nazione e di pezzi della gauche, ha occupato posizioni strategiche: come prefetto, poi braccio operativo al ministero dell'Educazione nazionale con Lionel Jospin e Jack Lang, fino a Ségolène Royal di cui è stata capo di gabinetto al ministero dell'Ambiente e Bertrand Delanoë e Anne Hidalgo nel comune di Parigi da consigliera all'urbanistica. Già al timone della Ratp (il gigante dei trasporti pubblici che Macron vuol aprire alla concorrenza nel 2025), il dialogo sindacale è entrato nel suo Dna. Lang la definisce una «donna d'azione». Conosce le imprese; l'economia, l'architrave istituzionale, il Paese, nonostante la frase infelice dopo la nomina alla Transizione ecologica: «Preferisco una piccola compagnia aerea rapida ed efficiente alla costruzione di costose linee ad alta velocità».

In una Francia in cui il maschilismo in politica è ancora forte, Borne avanza. Sigaretta elettronica, vetri oscurati e via verso Matignon. Con una dedica alle giovani donne («Seguite i vostri sogni, niente deve frenare la lo

tta per il posto delle donne nella nostra società») e un omaggio alla Cresson, che gli sciagurati media anglosassoni definirono «La Pompadour di Mitterrand», riprendendo l'infelice commento con cui di Jean-Marie Le Pen paragonò la socialista alla favorita di Luigi XV. Già domani potrebbero esserci i primi nomi della nuova squadra. Macron indica le priorità: «Ecologia, sanità, educazione, pieno occupazione, rinascita democratica, Europa e sicurezza».

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