Macron sfora il deficit ma a differenza nostra per tagliare le tasse

Dopo quattro mesi di chiacchiere il governo fa una cosa di centrodestra approvando un decreto sull'immigrazione che non sarà il massimo, ma è pur sempre un passo in avanti per arginare l'invasione

Macron sfora il deficit ma a differenza nostra per tagliare le tasse

Dopo quattro mesi di chiacchiere il governo fa una cosa di centrodestra approvando un decreto sull'immigrazione che non sarà il massimo, ma è pur sempre un passo in avanti per arginare l'invasione. Era nel programma elettorale della coalizione di centrodestra e Matteo Salvini è riuscito a mandarlo in porto nonostante lo scetticismo dei suoi alleati grillini. I quali ora gli chiederanno in cambio il via libera su provvedimenti che, ahinoi, sono l'opposto di quanto lo stesso Salvini aveva promesso in campagna elettorale. Dalle manette facili per i reati fiscali al taglio delle pensioni, dalle mani pubbliche sul privato fino al famigerato reddito di cittadinanza non ci aspetta certo un periodo ricco di soddisfazioni.
Tutto si gioca nelle prossime ore con la messa a punto del documento che fissa i paletti finanziari della manovra che il ministro Tria vorrebbe contenere entro uno sforamento dei conti dell'1,6. I Cinque Stelle premono per andare ben oltre, come ha fatto ieri il presidente francese Macron che ha annunciato una manovra con deficit al 2,8 per cento. «Se lo fa Macron ha detto ieri Di Maio possiamo farlo anche noi». Dimenticando due cose fondamentali. La prima è che l'Italia ha un debito pubblico una volta e mezzo quello della Francia. La seconda è che Macron propone un drastico taglio della spesa pubblica in cambio di un drastico taglio (25 miliardi) alle tasse per agevolare la crescita. Cioè esattamente il contrario di quello che vogliono fare i Cinque Stelle, la cui ricetta è inversa e recessiva: più tasse per finanziare l'assistenzialismo a pioggia.
Un conto è sforare per fare crescere la ricchezza, altro è farlo per assecondare la decrescita. Noi purtroppo rischiamo la seconda ipotesi e mi chiedo se la Lega avrà la forza di opporsi. O se portato a casa il decreto immigrazione cavallo di battaglia di Salvini si ritiene paga e lascerà campo libero a chi vuole portare questo Paese nel campo del socialismo reale.
Oggi brindiamo, domani non so. E se i miei sospetti si dimostrassero fondati mi chiedo se il gioco vale la candela. Ci sono scambi vantaggiosi o almeno equi, altri dissennati, anche se ovviamente mi auguro di sbagliarmi.