Conte teme l'attacco dei mercati. Ma Di Maio: "Non siamo ricattabili"

Il governo continua ad agitare lo spettro della tempesta finanziaria. Preoccupa l'incertezza sulla manovra. Di Maio: "Non sforeremo il tetto del 3%"

Conte teme l'attacco dei mercati. Ma Di Maio: "Non siamo ricattabili"

"Io non vedo il rischio concreto che questo governo sia attaccato, è più una speranza delle opposizioni". In una intervista a tutto campo sul Corriere della Sera, il vice premier Luigi Di Maio rilancia l'allarme lanciato ieri dal sottosegretario Giancarlo Giorgetti e avverte: "Se qualcuno vuole usare i mercati contro il governo, sappia che non siamo ricattabili. A Palazzo Chigi non c'è Berlusconi che rinunciò per le sue aziende".

Il primo a lanciare l'allarme è stato Giorgetti. In una intervista a Libero ha messo le mani avanti avvertendop che l'Italia è sotto l'attacco della speculazione internazionale. "I mercati sono popolati di affamati fondi speculativi che scelgono le loro prede e agiscono - ha spiegato l'esponente del Carroccio - in estate ci sono pochi movimenti nelle Borse. È un periodo propedeutico a iniziative aggressive nei confronti degli Stati". La verità è che da settembre il governo si troverà a dover mettere alle misure economiche promesse in campagna elettorale. Si va dall'abolizione della legge Fornero all'introduzione della flat tax, passando per il costosissimo reddito di cittadinanza. Riforme che, sebbene il via libera del Tesoro, rischiano seriamente di scardinare i conti pubblici. Già lo stop alla realizzazione delle grandi opere ha messo in fuga numerosi capitali, mettere sul tavolo misure che rischiano di far aumentare il debito pubblico rafforzerebbe le preoccupazioni degli investitori. Di Maio, però ci tiene a sottolineare che le idee del governo "mirano a stabilizzare la situazione economica italiana. I provvedimenti fondamentali del contratto - spiega - li faremo col massimo rispetto degli equilibri di bilancio, ma anche chiedendo all'Europa di farci fare le riforme che ci permetteranno di abbattere il debito pubblico".

Secondo un retroscena pubblicato dalla Stampa, a Palazzo Chigi il timore è reale. Si teme una sorta di "tempesta perfetta" capace di travolgere il sistema Italia. Il tema della speculazione finanziaria sarebbe stato al centro di diversi colloqui in cui era presente anche il ministro dell'Economia Giovanni Tria. A preoccupare l'esecutivo è la ubblicazione, tra fine agosto e i primi di settembre, i report delle principali agenzie di rating. In caso di downgrade potrebbe anche scatenarsi il panico sui mercati. Eppure il governo gialloverde sembra determinato ad andare avanti con le riforme che ha in cantiere. "II decreto Dignità aumenterà la produttività delle aziende - puntualizza Di Maio al Corriere della Sera - la flat tax e il reddito di cittadinanza ci permetteranno di aumentare la domanda interna". Per quanto riguarda il deficit di bilancio, a detta del leader pentastellato, l'esecutivo guidato da Giuseppe Conte non si troverà nelle condizioni di sforare il tetto del 3% imposto da Bruxelles. "Con Conte e Tria convinceremo - spiega - l'Unione europea a farci fare riforme che porteranno all'abbassamento del debito e all'aumento della domanda interna".