Il siluro dall'America a Di Maio: "Da noi chi fa così si dimette..."

Il New York Times contro il nostro ministro degli Esteri, che aveva scherzato sui social sulla sua eccessiva abbronzatura

Il siluro dall'America a Di Maio: "Da noi chi fa così si dimette..."

Nuova grana per Luigi Di Maio. Il titolare della Farnesina è finito nel mirino del New York Times, per aver eccessivamente ironizzato – via social – sulla sua eccessiva abbronzatura estiva. Il quotidiano della Grande Mela non utilizza giri di parole e ricorda al ministro del governo giallorosso che chi scherza sul blackface, negli Stati Uniti, si dimette.

Tutto nasce nel giorno giorni scorsi, in occasione del vertice a Roma tra l’ex numero uno del Movimento 5 Stelle e il ministro degli Esteri della Cina, Wang Yi. Bene, Di Maio si è presentato all’incontro abbronzatissimo e le sue fotografie al fianco del collega cinese sono finite al centro della discussione sui social network.

Ovviamente, l’ironia si è sprecata. Su Facebook, Instagram e Twitter migliaia di utenti hanno preso in giro il responsabile della Farnesina, realizzando decine o meglio centinaia di meme ironici. Ecco, nella giornata di ieri Di Maio ha pensato bene di raccoglierne qualcuno per realizzare un post sui propri canali social, scrivendo: "Ragazzi, prometto che la prossima estate metterò la crema protezione cinquanta. E grazie per avermi reso questa giornata più leggera", con smile finale. In uno dei meme, giusto per fare un esempio, il volto abbronzato di Di Maio sostituisce quello di Michael Jordan in volo per schiacciare a canestro. In un’altra compare al fianco di Totò in una scena della pellicola Totòtruffa ’62.

La frittata è fatta. Dall’altra parte dell’Oceano (Atlantico) non hanno gradito. Anzi. E il prestigioso giornale di New York ha preso duramente posizione contro il grillino, ricordandogli come negli States chi faccia ironia sul cosiddetto blackface, solitamente si dimette o viene cacciato dal proprio posto di lavoro

In un articolo sul Nyt, a firma di Emma Bubola e Gaia Pianigiani, infatti, si legge: "Negli Usa chi fa ironia sul blackface si dimette o viene licenziato […] Alcuni hanno sostenuto che rilanciare le immagini riflette la visione provinciale del signor Di Maio sul mondo, che non prende in considerazione le conversazioni globali sul razzismo che avvengono fuori dall’Italia".

Anche sui social, più di una persona, ha fatto notare al ministro degli Esteri lo scivolone. Tra tutti, ecco forse l’utente più duro nei confronti di Gigino: "Questo è il ministro italiano degli affari Esteri Luigi Di Maio, sul suo Instagram oggi ha fatto un disgustoso tentativo di risultare simpatico dicendo che la sua abbronzatura è così scura che è diventata una persona di colore, si è persino trasformato nel protagonista nero di un vecchio film. Questa m… deve finire".

Luigi Di Maio non ha ancora replicato in prima persona agli attacchi ricevuto, ma a difenderlo ci ha pensato il portavoce Augusto Robei: "Nessuno in Italia ha associato la performance tratta dal film del 1961 Totòtruffa'62 al razzismo. Una polemica nata dal nulla. Di Maio non si è dipinto la faccia di nero, era davvero abbronzato". Sta di fatto che in Usa non hanno certo gradito.

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