Di Maio presenta Impegno Civico: "Noi saremo i moderati"

Luigi Di Maio ha presentato oggi il suo nuovo soggetto politico, Impegno Civico, nato grazie alla partneship con Bruno Tabacci, leader di Centro Democratico

Di Maio presenta Impegno Civico: "Noi saremo i moderati"

“Saremo moderati e questo sarà un vantaggio". Con questa convinzione Luigi Di Maio ha presentato oggi il suo nuovo soggetto politico, Impegno Civico, descritto come un partito riformatore “che non parla agli estremisti, a chi vuole sfasciare tutto, a chi fonda la propria politica sui no”.

"Ci raffacciamo alle parole del Papa sulla responsabilità civica: nessuno può sottrarsi a questo impegno a favore del proprio Paese", ha spiegato Di Maio, prendendo come punti di riferimento 'gli angeli del fango' nati nel 1966 per salvare Firenze dai danni dell'alluvione, ai volontari del terremoto in Irpinia e, infine, "agli angeli del 2020", ossia "a chi portò la spesa agli anziani durante la pandemia". Il ministro degli Esteri, in qualità di leader politico, promette di guardare al terzo settore e ai giovani che si battono per l'ambiente, un tema che viene rievocato graficamente anche nel simbolo con un'ape accanto al nome del nuovo partito. "Ci prenderemo cura dell'Italia, tutta, la parte di forte e quella più debole", assicura, ribadendo poi il suo impegno affinché tutti i leader firmino un appello per sostenere il governo nei tavoli europei sul tetto al prezzo del gas. Governo che "Conte, Salvini e Berlusconi hanno deciso di buttare giù alla ricerca del consenso, non per l'interesse nazionale", attacca Di Maio e, poi, rilancia l'idea di una Commissione d'Inchiesta sulle ingerenze straniere nella politica italiana. E lancia un nuovo affondo: "Chi ha fatto cadere il governo è estremista. Lasciamo a loro lo ironie e i veti, la nostra risposta è unità. La loro vittoria vuol dire isolarsi dall'Europa" ed è per questo che "il fronte riformista deve essere unito". Il neo leader di Impegno Civico propone di abolire "le dieci leggi che stanno rendendo un inferno la vita degli amministratori locali e delle loro comunità" e di mettre mano all'abuso di ufficio "che costituisce la paura della firma per tanti sindaci".

Bruno Tabacci, leader del Centro Democratico, nel suo intervento, invece, ha spiegato che questa non è un'operazione casuale. Anzi. "Luigi è più giovane dei miei figli, c'è un passaggio generazionale, un investimento nel futuro", ha detto, ribadendo che l'europeismo sarà il faro per entrambi. "Il 25 settembre è un passaggio epocale, dobbiamo essere dalla parte giusta e lo vogliamo fare nell'interesse del Paese", sono state le parole di Tabacci che ha aggiunto: "La posta in palio è molto alta, un risultato in favore della destra collocherebbe l'Italia fuori dalla collocazione europea". E, infine, ha lanciato una stoccata anche al leader di Azione: "Se non vi fosse stato il Centro Democratico neanche Calenda avrebbe il simbolo: si affida a quello di +Europa che cinque anni fa non esisteva, che esiste grazie a me. Quindi se Calenda si può presentare alle elezioni è anche per merito mio".

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