"Stiamo facendo tutti gli accertamenti necessari con il coordinamento della autorità giudiziaria e vagliando tutte le ipotesi" parola del comandante della polizia locale di Milano Gianluca Mirabelli,che sta indagando sul deragliamento del tram della linea 9 avvenuto ieri verso le 16 a Milano in viale Vittorio Veneto, zona porta Venezia e che ha causato la morte di due persone e 48 feriti. Il tram, proveniente da piazza della Repubblica e diretto verso Porta Venezia avrebbe dovuto appunto andare dritto: ha invece saltato una fermata ed ha imboccato lo scambio ad alta velocità andandosi a schiantare contro un ristorante giapponese all'angolo di via Lazzaretto. Fortunatamente a quell'ora nessuno stava pranzando e la strada era poco affollata. Come ha sottolineato il sindaco Beppe Sala sembra che l'ipotesi più accreditata al momento, anche se sull'incidente sta indagando la magistratura per lesioni e omicidio colposi a carico dell'autista, sia il malore.
Sono state effettuate anche verifiche su uno scambio di binari dove si incrociano due linee, ma al momento non sono emersi problemi tecnici. Quello che sembra certo è l'elevata velocità cui viaggiava il tram al momento della curva, tanto che si vede il convoglio traballare fino quasi a ribaltarsi, e schiantarsi contro il palazzo "creando quasi un terremoto" per usare le parole del testimoni.
"Non appare una questione tecnica del tram ma è molto legato al conducente" ha aggiunto il sindaco precisando che "il conducente in questo momento è in ospedale" "in buone condizioni" e "verrà sentito se non è già stato sentito". Il mezzo "è nuovo, l'autista è molto esperto, in servizio da solo un'ora, quindi non in straordinario" ha precisato. "La cosa un po' particolare - ha proseguito il primo cittadino - è che è stata saltata una fermata, e quindi aggiunge un elemento di più a quello che è successo". Stando però a quanto riferiscono i negozianti e i residenti della zona quella fermata spesso viene saltata perchè poco frequentata, mente in tarda serata è emerso come fossero due le fermate saltate.
Questo elemento sarebbe coerente con l'ipotesi del malore ovvero il conducente potrebbe essersi sentito male mentre percorreva il rettilineo e quindi aver saltato le fermate, e il conducente non avrebbe potuto "chiamare" lo scambio che era orientato a sinistra verso via Lazzaretto, quando invece il tram avrebbe dovuto proseguire dritto. Da qui il deragliamento ad alta velocità e lo schianto.
I sindacati in una nota congiunta hanno chiesto un incontro urgente con Atm per capire cosa non abbia funzionato. Rimane in piedi, ovviamente, anche la pista del guasto tecnico e nello specifico ci si chiede come mai, nonostante Tramlink sia dotato del sistema di sicurezza del cosiddetto "uomo morto" ovvero un meccanismo che blocca il mezzo, treno o tram che sia, nel momento in cui il conducente "molla" la manopola o toglie un piede dal pedale, per un malore improvviso. Cosa che non è avvenuta: il 9, infatti, non solo non si è fermato, ma addirittura sembra che abbia preso velocità. "Mi sono sentito male, ho avuto un malore" la dichiarazione che l'autista, che ha alle spalle 32 anni di esperienza e che viene descritto dai colleghi come un uomo assoltamente prudente e coscienzioso. L'uomo in tarda serata è stato ascoltato dal procuratore capo di Milano Marcello Viola in ospedale, dove è stato portato in codice verde per accertamenti.
Così se alcuni mezzi, in servizio da anni, sembra che abbiano un sistema che blocca immediatamente il mezzo, nel caso di malore, qui non sarebbe scattato o avrebbe un tempo di reazione più lento. E anche questo elemento sarà oggetto delle indagini della magistratura, e dell'incontro tra sindacati e azienda.