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La manovra oggi in Aula. Pensioni e sanità gli obiettivi di Forza Italia

Domani Meloni incontra Calenda. Prove d'intesa? Ronzulli (Fi): "Ben venga il dialogo"

La manovra oggi in Aula. Pensioni e sanità gli obiettivi di Forza Italia

Ma no, «non ci sono malumori», Silvio Berlusconi «non è irritato» con Giorgia, «si sentono spesso sulla manovra» e certo «lui non ha paura» che il terzo polo possa prendere il suo posto. «I numeri sono chiari - dice Licia Ronzulli - non ci possono sostituire». Però insomma, nel campo del centro destra un po' di agitazione ci deve essere. La Finanziaria non è ancora arrivata alle Camere, domani la premier riceverà Carlo Calenda che porterà tre proposte «sulle quali sarà possibile mettersi d'accordo», e Fi è già pronta con una serie di emendamenti. Sanità, super bonus, pensioni minime, questi gli argomenti su cui adesso gli azzurri vogliono significativi ritocchi.

Tra i pochi soldi in casa e le tante richieste interne, oggi inizia il percorso parlamentare della legge di bilancio. Per la Meloni è un sentiero stretto: i due terzi dell'intervento, venti miliardi in deficit, saranno per forza destinati agli aiuti alle famiglie e alle imprese e al raffreddamento delle spese energetiche. Sul resto, battaglia? Il Terzo polo cerca di inserirsi. «Martedì parleremo di conti ma dopo il disastro di Ischia anche del ripristino di Italia Sicura - spiega Raffaella Paita, presidente del gruppo di Azione-Italia Viva al Senato - l'unica realtà che ha funzionato in questi anni». E Calenda proporrà i suoi tre punti: redistribuzione dei 21 miliardi per l'energia sostituendo il credito di imposta con un tetto statale al prezzo del gas e con il pagamento del 50 per cento delle bollette dei cittadini; aumento dei fondi per la sanità; incentivi per le industrie legati ai beni ambientali. «Costerebbe pure di meno», sostiene. In più, guardando oltre la legge di bilancio, i terzisti sarebbero disposti a votare le modifiche all'abuso d'ufficio nella direzione indicata dal Guardasigilli Carlo Nordio.

Aggiungi un posto a tavola, si potrebbe dire. Renzi e Calenda smentiscono di voler fare da stampella. «Il nostro giudizio sulla manovra è negativo - chiarisce Mariastella Gelmini - e non la voteremo, tuttavia non ci chiamiamo fuori dal confronto per migliorarla. Il riformismo è questo». Ma nella maggioranza gli animi non sono sereni. Giorgio Mulè ha parlato di «cavallo di Troia». La Runzulli invece si dichiara comunque tranquilla «La sostituzione di Forza Italia con il terzo polo è un'ipotesi dell'irrealtà, sia per ragioni numeriche sia per motivi politici. Per quanto si vogliano accreditare come centristi, Calenda e Renzi sono esponenti di sinistra, all'opposizione del governo». Poi certo il confronto è sempre cosa buona e giusta. «Non siamo affatto preoccupati della loro apertura al dialogo - spiega a Radio 24 la capogruppo di Forza Italia al Senato - Quando l'opposizione è costruttiva chi ne beneficia sono gli italiani. Se loro vogliono discutere della Finanziaria, ben venga, noi siamo pronti ad accostare una sedia in più al tavolo». Però nessun baratto in vista con la presidenza delle commissioni parlamentari di garanzia, come la vigilanza Rai. «Le scelte spettano alle opposizioni, noi non possiamo e non dobbiamo entrarci».

E dunque, «sostanzialmente» a Forza Italia la legge di bilancio piace: il Cavaliere non ha bisogno di essere ammorbidito dalla figlia Marina nel suo giudizio sulla Meloni. «Sulla manovra si sentono quando c'è da sentirsi». Però però. «É stata scritta con grande serietà e senso di responsabilità, l'imperativo era quello di preservare i conti. In ogni caso tutti aspiriamo sempre a qualcosa di meglio - conclude la Ronzulli - Penso al capitolo sanità come alle pensioni minime e al super bonus che si è interrotto in modo troppo traumatico, lasciando nel limbo molte persone. In Parlamento cercheremo di migliorare il testo».

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