La manovra è un pasticcio non ci sono le coperture

Errore nella legge di Bilancio sul bonus Renzi. Servirà un decreto ad hoc, ira dell'opposizione

La manovra è un pasticcio non ci sono le coperture

L'errore è spuntato proprio tra le righe di un provvedimento sul quale un anno fa il premier Giuseppe Conte aveva sfidato Matteo Renzi. Lo stesso leader di Italia viva che oggi vuole dargli il benservito.

Conte aveva voluto portare i famosi 80 euro di Renzi a 100 euro. Il trattamento integrativo è stato confermato dalla legge di Bilancio in corso di approvazione anche per il 2021. Peccato che per una svista il bonus rischi di ridursi a 50 euro. Problema tecnico più che di copertura, è stato spiegato ieri al Senato dove è appena approdata la manovra. Il disegno di legge resta blindato. I senatori non potranno emendarlo e dovranno limitarsi a votare il testo uscito dalla Camera. Ma una modifica ci sarà e sarà introdotta dal governo con un decreto ad hoc.

Il perché lo ha spiegato il viceministro all'Economia, Antonio Misiani: se il testo della manovra dovesse passare così come è «la detrazione non è più di 1.200 euro» all'anno, «ma di 600 euro, della metà».

Il decreto arriverà «il prima possibile», immediatamente dopo l'entrata in vigore del Ddl di Bilancio, ha precisato Misiani. Ma non si tratta di un problema di coperture, ha assicurato lo stesso esponente Pd. Ci sono 1,6 miliardi per il bonus e sono più che sufficienti. Anzi, in eccesso se il bonus dovesse essere dimezzato.

A sollevare il problema coperture era stato il senatore Gilberto Pichetto Fratin di Forza Italia. Il presidente dei senatori della Lega Massimiliano Romeo ha chiesto un intervento di verifica del presidente del Senato Elisabetta Casellati, che ha a sua volta richiesto la precisazione a Misiani. «Verificheremo poi attraverso il decreto legge correttivo se corrisponderà al vero ma non ho motivi oggi di non dover credere a quello affermato dal Viceministro», ha spiegato Casellati, chiudendo il caso.

«Dovremo votare una legge imperfetta. Basta questo per dire che la misura è colma e che il Paese è in mano a chi non è in grado di guidarlo? O serve altro?», ha protestato la presidente dei senatori di Forza Italia, Anna Maria Bernini.

Tensione alta anche a causa dell'iter «monocamerale» della legge di Bilancio. I senatori hanno presentato emendamenti alla legge, pur sapendo che non saranno discussi. Le opposizioni hanno di fatto lasciato al governo la possibilità di approvare in fretta il bilancio del 2021, in modo da evitare l'esercizio provvisorio.

Per blindare fino in fondo la manovra, al termine dell'esame in commissione Bilancio, è stata inviata all'Aula al Senato senza il mandato al relatore. Il governo ha spiegato che la mancata nomina non è l'effetto delle tensioni nella maggioranza ma all'impossibilità di esaminare gli emendamenti visti i tempi ristretti.

I conti sono rinviati su più fronti. Le imprese battono cassa e si dichiarano tutte insoddisfatte. Il presidente di Confindustria Carlo Bonomi ieri ha di nuovo accusato il governo di non avere saputo affrontare l'emergenza sanitaria in otto mesi. E, per quanto riguarda l'economia, «la ripresa a V si allontana», rendendo più probabile uno scenario nel quale l'Italia cresce meno del resto dell'Europa. Berbabò Bocca, presidente di Federalberghi contesta il governo sugli 11 miliardi di ristori al settore: «La realtà è fatta di importi irrisori. Ci sono imprese chiuse da mesi che hanno ricevuto un ristoro pari a una piccola parte del fatturato di aprile».