Se la politica fosse come giocare a scacchi, il ritorno di Marina Berlusconi sarebbe un "gambetto di regina". L'apertura più solida tra le variabili possibili. Maurizio Gasparri fa un passo di lato rispetto al suo ruolo di capogruppo al Senato. L'avvicendamento con Stefania Craxi, nuovo capogruppo a Palazzo Madama, è stato votato dal gruppo azzurro. Sono dinamiche consuete. Meno abituale, invece, è che una scelta di partito venga accompagnata da una presa di posizione della presidente Fininvest. Marina Berlusconi, tramite ambienti a lei vicini, ha ribadito di sostenere da tempo un'"apertura della classe dirigente". È un input, l'ennesimo, che può preludere a un moto di rinnovamento complessivo. La Craxi intanto avrà il compito di guidare il gruppo nella coda della legislatura. Gasparri non è il pedone sacrificato alla prima mossa: l'ex ministro diventerà il presidente della commissione Esteri. È stato ringraziato per il suo impegno da "leone" da parlamentari e territori. Le ricostruzioni di questi giorni hanno raccontato di una raccolta firme, di una conta interna, che avrebbe avuto lo scopo di delegittimare l'ex An. In realtà, com'era già accaduto con la sostituzione Gasparri-Ronzulli, e com'è da poco accaduto anche nel Movimento 5 Stelle, i capigruppo possono essere cambiati. E soprattutto vengono eletti, come è successo a Stefania Craxi, che ha specificato di non aver sentito la primogenita di Berlusconi: "Nutro verso Marina lo stesso affetto e la stessa stima che nutrivano i nostri genitori, l'uno con l'altro". Alla Camera dei deputati, Fi non dovrebbe subire scossoni. Il capogruppo Paolo Barelli può contare su un sostegno più che largo. Tajani ha anche avuto un colloquio telefonico teso con Marina Berlusconi: l'argomento sarebbe stato proprio Barelli, che Tajani ha intenzione di tutelare nel suo ruolo. La leadership di Antonio Tajani è in discussione? La presidente Berlusconi ha fatto sapere di nutrire una "stima" e un "sostegno" immutati verso il vicepremier. Il ministro Paolo Zangrillo, dal canto suo, ha fotografato così la situazione: "Il partito è vivo, normale ci siano momenti di cambiamento". Le sfide che Fi e il centrodestra hanno davanti sono impegnative. Il "campo largo" inizia a crederci. E la vittoria referendaria del "No" ha prodotto effetti immediati. La vicepresidente del Senato Licia Ronzulli, parlando con il Giornale cita un "nodo fondamentale". E cioè la "capacità di mantenere una connessione reale con i cittadini e con i loro bisogni". Il "referendum - ha evidenziato - è un campanello d'allarme che non possiamo e non dobbiamo lasciare inascoltato". E "la priorità dev'essere quella di rivitalizzare la nostra azione politica, a prescindere dai nomi e dalle date dei congressi". Servono "proposte" - quindi - che "intercettino le richieste degli italiani" a partire "da economia e sicurezza". La comunicazione è ormai pervasiva. Ronzulli ritiene "necessario adottare un linguaggio diverso, capace di parlare soprattutto ai giovani, ai quali oggi non arriviamo attraverso i convegni o le tessere". Per la vicepresidente del Senato i giovani vanno coinvolti "con modalità più dirette, autentiche e in sintonia con i loro strumenti e le loro sensibilità". Una giornata densa per gli azzurri, con il segretario Antonio Tajani che ha fatto sentire la sua voce: "Non abbiamo paura della democrazia, non abbiamo paura del confronto con il popolo. Fi, nel solco e nell'eredità di Silvio Berlusconi, non perderà mai la sua rotta", ha scritto via social, dopo aver ringraziato Gasparri e augurato buon lavoro a Stefania Craxi.
Se è vero che Marina Berlusconi non ha giocato un ruolo nell'avvicendamento Gasparri-Craxi, è anche vero che la primogenita del Cav ha ripetuto di nuovo quella parola, "apertura".È il mantra che accompagnerà qualunque riorganizzazione.