Il dito proteso, la testa quasi sul finestrino. "Guardate là", dice dall'elicottero mentre il sole mostra la ferita aperta, uno squarcio di cinque chilometri nella terra. Fango, cemento, detriti, ferri, case sventrate, squadernate, dimezzate o sospese nel vuoto.
Una visita a sorpresa, decisa all'ultimo momento, perché voleva rendersi conto di persona, vedere con i suoi occhi, parlare con la gente, capire che cosa si può fare. Eccola Niscemi, fa un certo effetto la frana dall'alto, ma Sergio Mattarella sembra colpito pure dal basso, quando attraversa la cittadina, stringe mani, entra nella scuola e in municipio, ascolta i racconti e i problemi, cerca di dare coraggio, spiega che lo Stato c'è.
Parole misurate, poca retorica. "Lavoriamo insieme", promette. E agli amministratori: "Datevi da fare per i più giovani".
Meloni è andata due volte e proprio in queste ore il governo ha messo a disposizione i primi fondi stanziati del pacchetto di 150 milioni, 78 contributi di 800 euro a famiglia per chi ha "l'abitazione risultata inaccessibile".
Adesso è il presidente che vuole offrire plasticamente l'immagine di una nazione presente. Accolto dal sindaco Massimiliano Conti e dal capo della Protezione civile Fabio Ciciliano, Mattarella, casco giallo in testa, percorre a piedi la zona rossa fino al belvedere affacciato ormai sul nulla. Gli abitanti di Niscemi lo circondano, lo fotografano con il telefonino, gli battono le mani, gli chiedono di fare in fretta, di non abbandonarli. Lui ascolta le storie della signora che ha visto la casa sparire, dell'architetto Roberto Palumbo "emozionato perché si occupano di noi", della donna che ha perso una figlia, Aurora, nove anni, morta sulla provinciale 11, unica pericolosa via di accesso. "Sì, sistemarla è una priorità", concorda,
Poi il corteo si sposta all'istituto Mario Gori, che ospita anche gli studenti di un'altra scuola inagibile: sono 31 le classi sgombrate. Il capo dello Stato incontra i ragazzi e si ferma con i più piccoli. Domanda come stanno, che cosa si sta facendo per renderli un po' più sereni.
Fa una battuta. "Per favore non mi interrogate", e i bambini ridono. È il compleanno della piccola Gioia, che festeggia con il presidente. "Un momento davvero toccante - dice la preside Licia Salerno -. Lo abbiamo sentito vicinissimo, umile, disponibile, ci ha fatto i complimenti. Una giornata indimenticabile, ci ha regalato una speranza".
Altra passeggiata, altri racconti. Mattarella non si sottrae e chiede coraggio. So che è difficile in queste condizioni, vi capisco. Qui c'era la vostra vita, i vostri beni, i vostri affetti. Noi ci siamo e ci stiamo tutti adoperando per Niscemi, per questo sono venuto qui, per far vedere che il sostegno si mantiene alto. E quindi, prima di ripartire per Palermo dov'è atteso alla giornata dell'avvocatyra e dell'accoglienza, si rivolge al sindaco. Lavorate, lavorate e soprattutto lavorate per i più giovani. Conti è felice.
Ha visto con i suoi occhi la tragedia della frana e ci ha portato un messaggio importantissimo, la vicinanza delle istituzioni. Pure Renato Schifani, governatore della Sicilia, lo ringrazia. La sua presenza testimonia la solidarietà del Paese per un comunità che vuole rialzarsi.