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Da Mattarella a Meloni e lo sport. Omaggio all'uomo della resilienza

L'abbraccio di Vasco: "Ha insegnato a non arrendersi". Il ricordo del dottor Costa che lo rimise in piedi

Da Mattarella a Meloni e lo sport. Omaggio all'uomo della resilienza
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"È con profondo dolore che la famiglia comunica la scomparsa di Alessandro Zanardi, avvenuta improvvisamente nella serata di ieri, 1 maggio. Alex si è spento serenamente, circondato dall'affetto dei suoi cari". Parole semplici, essenziali, eppure capaci di attraversare come un brivido un intero Paese. Con quell'annuncio, l'Italia si è fermata. Alex Zanardi se n'è andato il 1° maggio, lo stesso giorno in cui, nel 1994, il destino portò via Ayrton Senna, il suo riferimento, il suo mito. E come per il pilota brasiliano, anche per l'emiliano la memoria supera la perdita. Resta. Vive. Dai media internazionali che lo definiscono un eroe del XXI secolo e un fulgido esempio di resilienza, fino alle parole di chi lo ha conosciuto o semplicemente amato da lontano. Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha parlato di "uno sportivo di eccelse qualità", sottolineando come Zanardi sia stato "punto di riferimento oltre lo sport per coraggio e resilienza" e destinato a rimanere "nel ricordo degli italiani". La Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha ricordato "un uomo straordinario, capace di trasformare ogni prova della vita in una lezione di coraggio", capace di lasciare "speranza, orgoglio e la forza di non arrendersi mai". Il mondo dello sport si è stretto in un abbraccio corale. Il Comitato Olimpico Nazionale Italiano ha invitato a un minuto di silenzio in tutte le competizioni. Anche la F1 si è raccolta nel suo nome, consapevole di aver perso "un protagonista assoluto" capace di lasciare un segno ben oltre la pista. E poi le voci, intime e dirette, di chi ha incrociato il suo cammino. Vasco Rossi lo ha definito "una leggenda", ricordando come "con il suo grande coraggio e la forza di chi non si arrende mai ha insegnato a tutti noi che niente è impossibile". Alessandro Benetton ha scritto: "Grazie per quello che hai mostrato a tutti noi: che i limiti li decidiamo solo noi". Flavio Briatore ha ricordato un amico capace di ispirare, uno di quelli che "continuano a guardare avanti, sempre". Il dottor Claudio Costa, che lo accompagnò nella rinascita dopo l'incidente del 2001, ha forse trovato le parole più profonde: "Con la sua vita ci ha dimostrato che dalla tragedia può nascere il bello". Dal mondo paralimpico, la voce di Bebe Vio si fa memoria viva: "Mi hai dato la forza per ripartire mi hai insegnato che con o senza gambe avrei potuto fare tutto". E ancora, le parole del presidente del CIP Marco Giunio De Sanctis, che lo ha definito "un personaggio straordinario", capace di portare il movimento paralimpico a nuove vette. Luca Pancalli (ex n.

1 del CIP) ha parlato di lui come di "un evangelizzatore dello sport paralimpico", uno che "ha reso visibile l'invisibile". Come Senna, come tutti i grandi, Alex non appartiene più al tempo. Appartiene alla memoria. E la memoria, quando è così piena di amore, non conosce fine.

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