Mattia è ancora grave, trasferito a Pavia. In ospedale anche il padre e la madre

I genitori del 38enne ricoverati per accertamenti: il papà ha la febbre

Mattia è ancora grave, trasferito a Pavia. In ospedale anche il padre e la madre

Ci sono già due morti, ma il paziente più seguito è lui, Mattia M., il trentottenne di Codogno che è stato il primo infettato dal coronavirus, colui da cui tutto è partito. Le sue condizioni restano gravi ma una buona notizia c'è. La scorsa notte l'uomo è stato trasferito dall'ospedale di Codogno in cui era ricoverato da giorni al San Matteo di Pavia, una delle strutture di riferimento in Lombardia per le malattie infettive. L'uomo sarà certamente seguito ancora meglio di quanto non fosse nel nosocomio della sua cittadina e poi se i medici hanno deciso di fargli affrontare il trasferimento è segno che le condizioni non sono drammatiche.

Il trentottenne, che sta per diventare padre per la prima volta - la moglie, anche lei infettata ma in condizioni meno gravi, è all'ottavo mese di gravidanza - sta lottando con tutte le sue energie di sportivo. È la sua tempra da maratoneta, la sua tigna da calciatore di provincia a far sperare che sconfigga il Covid-19 che si pensava che gli fosse stato trasmesso da un amico, il manager di un'azienda di Fiorenzuola d'Arda che fa avanti e indietro con la Cina e che Mattia ha incontrato diverse volte a cena nelle ultime settimane. Il giovane se l'è cavata con una innocua febbriciattola ed è anche risultato negativo al tampone, ma è comunque considerato senza dubbio l'untore della Bassa Lodigiana.

E in ospedale sono finiti anche il padre e la madre di Mattia. Ieri un'ambulanza li è andati a prendere nella loro abitazione di Castiglione d'Adda, sempre nel Lodigiano. I due anziani, lui di 78 anni e lei di 70, sono a sospetto di contagio e devono fare gli accertamenti del caso. In particolare il padre ha un po' di febbre e questo aumenta la preoccupazione. Il trasporto dei due coniugi in ospedale si è trasformata quasi in una manovra militare, con un pool di medici, infermieri professionisti protetti come in una serie televisiva per ridurre il rischio di contagio e i vicini di casa invitati a restare chiusi in casa in quei momenti e a sbirciare presumibilmente dalla finestra le operazioni. Capita anche questo nella avvilita Wuhan italiana.

E nel frattempo per Codogno ieri è stato un sabato surreale. Scuole chiuse, negozi quasi tutti sbarrati, anche quelli che avrebbero dovuto garantire i servizi essenziali, strade deserte, anche la stazione chiusa da ieri. La città è avvolta in un clima di ovattata paura, che contrasta con lo spirito pratico e pacioso di queste terre. Personaggio simbolo di questa quarantena di provincia, la diciassettenne che si appresta a festeggiare il compleanno più cupo della sua breve vita e che per i suoi teneri tweet è stata adottata da Propaganda Live, la trasmissione di La7 condotta da Zoro, come influencer («nel senso buono della parola»). Come è difficile scherzare ai tempi del virus.