L'offensiva del dialogo con le opposizioni sulla crisi in Iran continua. Dopo l'appello lanciato in Parlamento, ieri Giorgia Meloni ha avviato una serie di contatti telefonici con i leader delle opposizioni per aggiornarli sulla situazione internazionale. La premier ha parlato tra gli altri con la segretaria del Pd Elly Schlein, con il presidente del M5s Giuseppe Conte, con i leader di Avs Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli, oltre che con il segretario di Azione Carlo Calenda e il presidente di Italia Viva Matteo Renzi. L'obiettivo è mantenere un canale di informazione e confronto sulle evoluzioni della crisi.
Dai colloqui è emersa la disponibilità del governo ad aggiornare le opposizioni "per le vie brevi" sugli sviluppi della situazione internazionale. La stessa Meloni ha proposto anche l'istituzione di un tavolo permanente di confronto sulla politica estera. Una proposta accolta positivamente dal leader di Azione Carlo Calenda che ha sottolineato che in una fase segnata da due conflitti ai confini dell'Europa la scelta del governo di informare e coinvolgere le opposizioni rappresenta un fatto positivo che andrebbe raccolto. Italia viva ha invece specificato di essere in linea con il Partito Democratico.
Il clima politico resta però segnato dallo scontro tra la premier e la segretaria dem Schlein, proseguito anche all'indomani del dibattito parlamentare. Intervenendo a RTL 102.5, la leader del Pd ha criticato l'invito all'unità rivolto dalla presidente del Consiglio. La replica di Meloni è arrivata con una nota diffusa da Palazzo Chigi. "Mi corre l'obbligo, per ristabilire quanto accaduto, di rispondere alle dichiarazioni di Elly Schlein", ha affermato la presidente del Consiglio. "Il mio è stato un appello al dialogo sincero e pubblico, a fronte del quale l'opposizione ha risposto con accuse, ironie e perfino insulti personali: serva, ridicola, imbarazzante, pericolo per l'umanità, persona che striscia per non inciampare".
Meloni ha respinto anche l'accusa di aver usato toni aggressivi durante il confronto parlamentare. "I toni che io ho utilizzato nella replica sono rimasti rispettosi. Mi sono limitata a chiedere conto della differenza tra le posizioni che oggi chiedono al governo e quelle che sostenevano quando erano all'opposizione". La premier ha quindi ribadito la disponibilità a un confronto istituzionale: "Nessuna clava, nessuna mancanza di rispetto, nessun insulto. Se non vi è disponibilità da parte dell'opposizione a un coordinamento sulla crisi lo rispetto, ma non se ne dia la responsabilità a me".
Intanto il governo continua a monitorare gli effetti della crisi internazionale anche sui contingenti italiani all'estero. Dopo l'attacco con drone alla base di Erbil, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha assicurato che i militari italiani "stanno tutti bene". Secondo il titolare della Farnesina la situazione resta sotto controllo, ma la presenza italiana potrebbe essere ridotta rapidamente. "Le condizioni dei nostri militari a Erbil sono buone, stanno tutti bene. Si tratta di vedere fino a quando rimarranno lì. Essendoci una guerra è difficile che possano continuare ad addestrare i curdi contro Daesh, ritengo che verranno spostati in tempi rapidi", ha spiegato.
Sempre Tajani ha rivendicato anche un risultato sul fronte economico e commerciale. Il dipartimento del Commercio degli Stati Uniti ha infatti pubblicato la decisione finale sull'indagine antidumping che riguardava alcune esportazioni di pasta italiana, con una riduzione significativa dei dazi applicati ai produttori italiani.
Un esito che il ministro definisce "un grande risultato per tutto il comparto della pasta negli Stati Uniti", simbolo dell'eccellenza dell'export agroalimentare italiano e segnale positivo per il dialogo con Washington sulle questioni commerciali.