"Considero i dazi tra Europa e Stati Uniti un errore". In un'intervista a Bloomberg, Giorgia Meloni torna a ribadire le sue perplessità sulle tariffe imposte da Donald Trump. Perché, spiega la premier, "dovremmo andare in una direzione diametralmente opposta" e "muoverci verso un'area di libero scambio". Tutte preoccupazioni, aggiunge, che ha espresso direttamente al presidente americano. A cui Meloni ha fatto presente che lo scontro commerciale non è una "decisione funzionale". Anzi, a maggior ragione dopo la decisione della Corte suprema statunitense e il rischio di un'ondata di cause legali e battaglie per i rimborsi lunghe anni, bisognerebbe "muoversi nella direzione opposta", anche se "è chiaro che per farlo bisogna essere in due". Da parte nostra, aggiunge, "abbiamo cercato di alleggerire il più possibile la situazione" per trovare "un accordo sostenibile e ragionevole"
Perplessità, quelle di Meloni, ben note. Come pure non è la prima volta che la premier fa sapere di aver manifestato la sua contrarietà sui dazi direttamente a Trump. Lo aveva già detto esattamente quaranta giorni fa, in un lungo punto stampa al quindicesimo piano del Lotte Hotel di Seoul, durante la missione asiatica che l'ha vista prima in Giappone e poi in Corea del Sud. Aveva parlato di "problema di comprensione" tra Stati Uniti e Europa, spiegando di aver detto all'inquilino della Casa Bianca di ritenere "un errore" ulteriori tariffe per i Paesi che avevano scelto di contribuire alla difesa della Groenlandia partecipando alla missione Arctic Sentry.
Insomma, seppure con i toni e la cautela imposte dalla diplomazia, un'altra presa di distanza. D'altra parte, il momento è delicato. E anche l'Europa preferisce non esporsi. "Non ho aggiornamenti da fornire", è infatti il refrain del portavoce per il Commercio della Commissione Olof Gill durante il quotidiano briefing con la stampa a Bruxelles.
Martedì è però in programma alla Casa Bianca il secondo incontro nello Studio Ovale tra il cancelliere tedesco Friedrich Merz e Trump. E, stando a quanto filtra dalla diplomazia tedesca, Merz porterà sul tavolo una posizione coordinata dell'Unione europea. "Per il governo tedesco i dazi sono un danno per tutti. Siamo a favore di una politica programmatica basata sulle regole del commercio", dice il vice portavoce del governo Sebastian Hille, sottolineando che "la posizione unita all'interno dell'Ue è importante".
Intanto, ieri la Commissione ha deciso di procedere all'applicazione provvisoria dell'accordo commerciale tra Ue e Mercosur. Senza quindi attendere l'approvazione del Parlamento Ue, né il pronunciamento della Corte di giustizia europea alla quale la stessa Eurocamera ha rimandato l'intesa. La decisione è stata presa non appena è stato possibile, ovvero subito dopo la ratifica dei parlamenti dei primi Paesi latinoamericani (Uruguay e Argentina).
D'altra parte, con i dazi di Trump che penalizzano il commercio transatlantico e le mire di altre superpotenze - gli stessi Usa e la Cina - sul mercato sudamericano, Bruxelles ha fretta di accelerare sul tema della diversificazione.