Guerra in Israele

Meloni condanna i raid. Schlein: "Collaboriamo"

Allerta governativa ai massimi livelli: "Siamo in guerra". Colloquio con la leader Pd: si cerca una linea bipartisan

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Nella war room della Farnesina, l'allerta, dopo l'attacco dell'Iran a Israele, tocca l'ultimo livello: «Siamo in guerra», riferiscono al Giornale fonti del ministero degli Esteri di buon mattino.

Parole che danno la cifra del clima di preoccupazione che si respira nell'ufficio del ministro Antonio Tajani. Il capo dell'Interno Matteo Piantedosi riunisce oggi alle 15 il comitato sicurezza. Sul tavolo il rischio attentati contro obiettivi sensibili in Italia. L'azione iraniana segna un salto di qualità nell'escalation militare. Il ministro della Difesa Guido Crosetto si prepara al peggio: «Un'azione senza precedenti che può provocare un'escalation drammatica. Continuiamo a lavorare per evitarla».

L'obiettivo del governo è, dunque, quello di sminare subito il campo interno da eventuali polemiche politiche. Il presidente del Consiglio Giorgia Meloni e la segretaria del Pd Elly Schlein si sentono al telefono. Parlano e condividono una linea soft. Quasi un gioco di sponda per isolare il barricadiero Giuseppe Conte che risponde piccato: «Nulla da condividere se Schlein chiama la Meloni». La mossa funziona. Meloni riunisce il G7 e annulla per la prossima settimana tutte le uscite pubbliche. Oggi alle 18 si riunisce il Consiglio dei ministri: la crisi in Medio Oriente irrompe e cambia l'agenda dei lavori. Nel fronte Pd, Schlein convoca la segreteria, si consulta con l'ex ministro della Difesa Lorenzo Guerini e con il responsabile Esteri Peppe Provenzano per buttare giù una posizione lineare e blindata. «L'attacco iraniano a Israele va condannato con forza. L'impegno della comunità internazionale dev'essere tutto teso a evitare l'escalation, far cessare il fuoco e a costruire la pace in Medio Oriente» - dice Schlein. Il capo del governo Meloni affida ai social il primo commento: «Il Governo italiano ribadisce la condanna agli attacchi iraniani contro Israele. Esprimiamo forte preoccupazione per una destabilizzazione ulteriore della regione e continuiamo a lavorare per evitarla». Dalla war room della Farnesina il ministro Tajani fa sapere che c'è una prima mossa: «Ho convocato tutti gli ambasciatori dei Paesi arabi. Credo che il G7 invierà un messaggio di prudenza». E poi si sofferma sull'obiettivo: «Dobbiamo lavorare assolutamente per una de-escalation. Abbiamo una grande responsabilità, non è facile, ma dobbiamo essere determinati ed essere sempre più costruttori di pace».

Dal fronte dell'opposizione Conte attacca: «La strategia militare di Netanyahu è completamente sbagliata e in queste ore si vede cosa significa sbagliare strategia: vuol dire avventurarsi in un gioco perverso di reazioni e contro-reazioni non più controllabili che può far deflagrare una vera e propria guerra mondiale». Nel Movimento la tentazione di buttarla in caciara non si trattiene: «L'attacco di questa notte dell'Iran su Israele è la conferma che le politiche belliciste ci stanno portando verso un disastro senza precedenti» - commenta la senatrice Mariolina Castellone. Mentre Riccardo Magi, di Più Europa, chiede un'informativa urgente di Meloni e Tajani in Parlamento. Dal lato leghista arriva la ferma condanna per l'attacco: «L'Occidente deve rimanere unito a difesa di Israele, della democrazia e della libertà.

Come presidenza del G7 continueremo a lavorare per evitare un'escalation in Medio Oriente e garantire la libertà di navigazione nel Mar Rosso» - riporta una nota del Carroccio. Ora l'esecutivo si muoverà puntando su tutta la propria forza diplomatica per abbassare il rischio escalation.

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