Elezioni politiche 2022

La Meloni lancia molti ex azzurri. Tra i jolly Pera, Tremonti e Nordio

In lista anche l'ex dc Rotondi. Il caso dei duelli in tv

La Meloni lancia molti ex azzurri. Tra i jolly Pera, Tremonti e Nordio

Alla fine Fratelli d'Italia sceglie di privilegiare la militanza e di limitare al massimo i jolly esterni. Una indicazione arrivata direttamente da Giorgia Meloni che, rispetto agli altri, ha potuto gestire con maggiore tranquillità la partita delle liste avendo a disposizione, sondaggi alla mani, un numero di posti superiore a quelli dei parlamentari uscenti. Nel penultimo giorno utile i dirigenti di FdI definiscono l'elenco di chi correrà sotto le proprie insegne il 25 settembre. La principale novità è la conferma delle indiscrezioni sulla presenza negli elenchi dell'ex presidente del Senato Marcello Pera (schierato in Toscana), dell'ex ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, dell'ex ministro degli Esteri Giulio Terzi di Sant'Agata e dell'ex magistrato Carlo Nordio. Personalità importanti con cui il partito di Giorgia Meloni ha instaurato rapporti da diversi anni, costruendo un rapporto solido e coinvolgendoli nelle varie conferenze programmatiche e nel processo di crescita del partito.

Nelle liste di Fratelli d'Italia ci saranno altri ex ministri dei governi Berlusconi come Antonio Guidi (alla Solidarietà sociale nel '94) o Gianfranco Rotondi, già alla guida della Democrazia Cristiana per le Autonomie e oggi fondatore di Verde è Popolare. Candidato anche Guido Castelli, per due volte sindaco di Ascoli, ci sarà anche il responsabile economico del partito, Maurizio Leo, due ex europarlamentari come Elisabetta Gardini e Marco Scurria; la ex parlamentare di An Giulia Cosenza; una dirigente giovane e molto radicata sul territorio pugliese come Federica De Benedetto; Ester Mieli, giornalista e nipote di Alberto Mieli, scrittore superstite dell'Olocausto; Luca Sbardella, dirigente e uomo macchina del partito sul fronte dell'organizzazione. Ci sarà anche Vittorio Sgarbi che sfiderà Pier Ferdinando Casini a Bologna.

Con il deposito delle liste la campagna elettorale entra dunque nel vivo e in vista dello sprint finale verso il voto del 25 settembre sale la tensione sui confronti televisivi. Un grande classico con il pressing di chi è indietro nei sondaggi che spera di recuperare qualcosa ingaggiando un dibattito pubblico. E se Enrico Mentana si dice pronto a ospitare in prima serata, venerdì 23 settembre su La7, i leader dei quattro poli per un confronto finale, Giuseppe Conte protesta con la Rai per il duello a Porta a Porta tra Giorgia Meloni e Enrico Letta previsto il 22 settembre che esclude gli altri leader. Chi si dice pronto a scendere in campo è Matteo Salvini che anche quando era saldamente in testa ai sondaggi non si è mai tirato indietro, come accadde ad esempio nel 2019 per il confronto televisivo con Matteo Renzi. «Credo che gli italiani abbiano il diritto di valutare tutte le idee dei partiti, e quindi auspico un dibattito con le principali forze politiche e i loro leader. In un confronto con la presenza di Letta, magari potrei sperare di avere qualche risposta sui vergognosi candidati del Pd che insultano Israele e sulle imbarazzanti risse nel Pd di Roma. Io sono pronto».

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