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La Meloni piange la morte di Quentin: "Ferita per l'Europa". Undici gli arrestati

La premier interviene sul ragazzo ucciso a Lione. Nei guai un altro uomo di Arnault

La Meloni piange la morte di Quentin: "Ferita per l'Europa". Undici gli arrestati
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Dalla Francia all'Italia cresce lo sdegno per l'omicidio di Quentin a Lione da parte dei gruppi antifa a cominciare dall'intervento di Giorgia Meloni.

"L'uccisione del giovane Quentin Deranque in Francia è un fatto che sconvolge e addolora profondamente- ha scritto la premier -. La morte di un ragazzo poco più che ventenne, aggredito da gruppi riconducibili all'estremismo di sinistra e travolto da un clima di odio ideologico che attraversa diverse nazioni, è una ferita per l'intera Europa". Giorgia Meloni ha poi aggiunto: "Nessuna idea politica, nessuna contrapposizione ideologica può giustificare la violenza o trasformare il confronto in aggressione fisica. Quando l'odio e la violenza prendono il posto del dialogo, a perdere è sempre la democrazia".

In Francia è invece sempre più forte la pressione contro La France Insoumise, il partito di Jean-Luc Mélenchon i cui esponenti sono legati agli arrestati per l'uccisione del giovane Quentin a Lione. Sono saliti a undici gli arrestati di cui due legati al deputato Raphael Arnault, fondatore de la Giovane guardia antifascista, gruppo sciolto perché violento nel 2025 dal governo francese.

Tra questi c'è l'assistente di Arnault, Jacques-Elie Favrot, tra le sei persone accusate di aver inflitto colpi mortali e ieri il partito di Mélenchon ha annunciato di aver sciolto il suo contratto. Oltre a Favrot è stato arrestato un secondo collaboratore di Arnault di nome Robin Chalendard (noto come Robin Michel). Chalendard sarebbe stato interrogato per "favoreggiamento di un criminale", gli inquirenti francesi lo accusano di aver dato rifugio o alloggio a uno degli individui implicati nel caso, probabilmente lo stesso Favrot.

Non è solo la destra francese a prendere le distanze e chiedere provvedimenti ma anche i macroniani e perfino i socialisti. L'ex presidente Francois Hollande ha dichiarato che i socialisti "non possono più allearsi" con La France Insoumise definendo il movimento mélenchonista "di estrema sinistra" a causa dei suoi legami con la Giovane guardia antifascista.

Intanto il caso dell'uccisione di Quentin continua a far discutere anche in Italia e ieri alla Camera Fratelli d'Italia ha chiesto un minuto di silenzio in suo ricordo con il vicepresidente della Camera Fabio Rampelli che ha annunciato di voler formalizzare "la proposta di una foto unitaria con tutti i partiti davanti a Montecitorio a dire che chi usa violenza è nostro nemico". Il deputato della lega Luca Toccalini ha invece proposto di inserire gli Antifa "tra le associazioni terroristiche, così come fatto negli Stati Uniti e in Ungheria". Non sono mancati momenti di tensione nella discussione in aula in particolare tra Lega e Avs. A proposito di violenza, a Genova il sindaco Silvia Salis ha incontrato nella sede del Comune una delegazione del movimento "Genova antifascista" contro la presenza di CasaPound in città. Si tratta di un gruppo noto in città per le posizioni estremiste e violente e, scorrendo i loro canali social, compaiono post raccapriccianti. Da una foto il 10 febbraio, Giorno del Ricordo, con la scritta "no foibe, no party" a una foto con Sergio Ramelli e chiavi inglesi. In un altro post rivendicano di aver staccato e messo al contrario la targa dedicata a Norma Cossetto ed elogiano l'assalto alla redazione de La Stampa da parte di Askatasuna. Inoltre, durante una loro manifestazione a novembre, sono stati feriti otto poliziotti e la Digos ha indagato diversi partecipanti. Come spiega la capogruppo di Fdi al comune di Genova Alessandra Bianchi colpisce che "il sindaco Salis abbia ricevuto chi attacca le forze dell'ordine e i rappresentanti delle istituzioni". Per l'onorevole Federico Mollicone è invece "sconcertante invitare i negazionisti delle foibe".

In questo contesto per sabato pomeriggio a Roma i gruppi antifascisti italiani hanno annunciato un corteo e fra i promotori ci sono il centro sociale Brancaleone, il collettivo Zuam La Sapienza, il centro sociale Astra. Amedeo Ciaccheri (Avs), l'uomo dei centri sociali capitolini, che ha premiò Arnault a Roma, lamenta: "Dalla destra uno squadrismo mediatico pericoloso".

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