Mes, Lega all'attacco di Conte: "Riferisca qui o in tribunale"

Rissa sfiorata alla Camera tra Fdi, Lega e Pd. Seduta sospesa. Meloni: "Il Parlamento è stato totalmente scavalcato"

Mes, Lega all'attacco di Conte: "Riferisca qui o in tribunale"

Bagarre, con tanto di sospensione della seduta decisa dal presidente Roberto Fico, nell'Aula di Montecitorio sul Meccanismo europeo di stabilità. Le opposizioni - Fratelli d'Italia in testa, con Giorgia Meloni - hanno chiesto al presidente del Consiglio Giuseppe Conte di riferire nell'emiciclo sulla riforma del Mes. Il deputato del Partito democratico, Piero De Luca, ha preso la parola e ha sostenuto che in realtà le trattative sul Mes sono andate avanti da mesi, anche durante il governo gialloverde, e quindi anche con la "complicità", "la consapevolezza" - a suo avviso - di Matteo Salvini. Il che ha provocato la rivolta, in particolare del parlamentari del Carroccio, al grido di "venduti, venduti".

A un certo punto si è anche sfiorata la rissa nell'Aula della Camera con una trentina di parlamentari coinvolti, il tutto sotto gli occhi di un gruppo di ragazzi che in quel momento stava assistendo ai lavori d'Aula. Diversi deputati di maggioranza riferiscono di colleghi della Lega che si sono diretti in numero consistente verso i banchi del comitato dei nove, apostrofando in maniera dura e sgarbata le deputate del Pd. Insomma, la tensione in Aula è alle stelle. Quando parla il dem De Luca, riferiscono ancora, dai banchi della lega vengono urlati insulti e improperi verso i banchi del Pd. Tra i più accaniti Giorgetti e Molteni, che vengono ripresi formalmente più volte dal presidente Fico. A un certo punto, proseguono ancora nel racconto, un deputato leghista si dirige con foga verso il banco della presidenza, rivolgendosi verso Fico con il dito puntato, per poi accusare i 5 stelle andando verso di loro. I commessi hanno bloccato il leghista. Ma anche un altro deputato leghista, Belotti, è stato protagonista di una scena di forte protesta: dopo aver rivolto parole dure verso il Pd, è sceso verso i banchi occupati dai dimafonisti e ha spaccato una sedia.

"Banalmente - ha spiegato Giorgia Meloni - abbiamo fatto notare la vergogna delle parole del ministro Gualtieri" dopo aver scoperto che il trattato "è stato sottoscritto ed è inemendabile" e che il Parlamento "è stato totalmente scavalcato". Si tratta di 125 miliardi di euro che di fatto servono "a salvare le banche tedesche", ha aggiunto ribadendo la richiesta che il premier, Giuseppe Conte, venga a riferire alle Camere.

E ancora: "Ci era stato detto che sul Mes era tutto da definire e scopriamo non solo che è stato scritto ma che sarebbe inemendabile, cioè che il Parlamento sarebbe stato totalmente scavalcato" per salvare le banche tedesche. Abbiamo chiesto che Conte riferisca su quale base e con quale mandato è stato autorizzato a sottoscrivere questa roba senza che ci un pronunciamento del Parlamento italiano. Vogliamo sapere se Conte ha pagato con il sangue degli italiani cambiali alla Francia e alla Germania, che servivano per mantenere il suo posto di presidente del Consiglio". "Sono stati violati i diritti costituzionali", ha sottolineato la leghista Barbara Saltamartini.

"Quanto detto da Gualtieri sul Mes è gravissimo ed evidenzia comportamenti che potrebbero anche configurare eversione. Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha nei fatti approvato un testo definitivo e inemendabile senza informare il Parlamento. Una cosa gravissima. È stato scavalcato il Parlamento su un trattato internazionale ratificato a scatola chiusa. Questa è infedeltà in affari di Stato. Vogliamo che Conte riferisca subito in Parlamento. Se non arriva, lo porteremo in tribunale. L'avvocato del popolo si cerchi un avvocato", ha tuonato il deputato della Lega e presidente della Commissione Bilancio della Camera, Claudio Borghi.

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