Mes, il Senato salva Conte. Salvini: "Copia distratta di Monti"

Tensione al Senato prima del voto sul Mes. Il leghista smaschera i grillini: "Lo volevano smantellare". E loro si inalberano

Mes, il Senato salva Conte. Salvini: "Copia distratta di Monti"

Anche stavolta il premier e il governo sono salvi. Con 164 sì, 122 no e 2 astenuti l'Aula del Senato ha infatti approvato la risoluzione presentata dalla maggioranza sul Meccanismo europeo di stabilità (Mes), mentre sono state respinte le risoluzioni delle opposizioni. Ma non senza tensioni. Non solo per i dissidenti grillini che hanno annunciato il loro no e minacciato di lasciare il gruppo. Anche per le parole di Matteo Salvini che - durante il suo intervento prima del voto - ha definito Giuseppe Conte una "copia distratta di Monti".

Parole che hanno scatenato le proteste della maggioranza (soprattutto dai banchi del Pd) al punto che la presidente Elisabetta Casellati è stata costretta più volte a richiamare i senatori all'ordine.

Salvini attacca Conte

"Lo dico alla copia distratta del presidente Monti: noi non abbiamo progetti di far uscire l'Italia dall'Europa, vogliamo solo difendere il lavoro degli italiani", ha sottolineato l'ex ministro dell'Interno, "Io penso che i veri nemici dell'Europa sono gli eurottusi che ritengono che qualsiasi cosa arrivi da Bruxelles vada firmata. La salveremo noi l'Europa". Poi ha citato una lista di professori universitari che hanno definito "inutile" lo strumento del Mes. "Non vorrei che fossero marchiati con stella gialla perché hanno avuto il coraggio di dire di no", ha detto, "Sono tutti professori veri con concorsi veri".

Infine Salvini ha risposto a "qualche giornalista" che ha parlato di 'mercato delle vacche' ribadendo di non aver cambiato idea sulla questione, a differenza degli ex alleati che, nel programma elettorale avevano scritto: "Il M5s si impegnerà allo smantellamento del Mes". "Io non ho cambiato idea. Viva la coerenza e viva l'Italia", ha quindi concluso il leader della Lega. Così Matteo Salvini, nelle dichiarazioni di voto sulle risoluzioni dopo le comunicazioni di Giuseppe Conte al Senato, risponde alle critiche di Luigi Di Maio alle voci su presunti passaggi di senatori M5s alla Lega parlando di "mercato delle vacche".

"Noi avevamo stipulato un contratto con voi, nel giugno del 2018, vada a rileggersi cosa avevamo scritto sul Mes", ha quindi ribattuto il senatore M5S, Ettore Licheri, "Avevamo concordato la riforma del Mes nella piena consapevolezza che il Mes non si può cancellare".

Ma gli animi si sono scaldati anche quando i leghisti hanno ascoltato in piedi applaudendo gli interventi dei dissidenti M5s che hanno annunciato il voto contrario sul documento della maggioranza. Continuando a restare in piedi anche durante l'intervento di Ignazio La Russa. Immobili i senatori M5s, mentre dal Pd si sono levate forti critiche, chiedendo alla presidente Casellati di far sedere i leghisti.

Dalla maggioranza minimizzano: "Salvini si è tanto impegnato, anche tentando di spaccare il gruppo M5S, ma la spallata infine non gli è riuscita", sostiene il capogurppo Pd, Andrea Marcucci. E i 5 Stelle già nel pomeriggio alla Camera si erano affrettati a ricordare come dei 14 voti grillini che sono mancati al governo, 12 erano "assenti giustificati".

La fronda M5S fa tremare il governo

Ma la spaccatura nel M5S è netta. E al Senato sono quattro i pentastellati che si sono dichiarati contrari al Mes: Certo, pesa eccome la fronda all'interno del Movimento cinque stelle: Gianluigi Paragone, Stefano Lucidi, Francesco Urraro ed Ugo Grassi. Il primo è da sempre critico nei confronti dei vertici grillini, ma ha assicurato - per l'ennesima volta - che non abbandonerà la casacca. Gli altri tre, invece, sembrano sempre più vicini al centrodestra. In base ai tabulati, tra l'altro, Grassi ha votato sì alla risoluzione di Forza Italia e a quella della Lega (approvata anche da Urraro), mentre si sono astenuti Paragone e Lucidi.

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