La messa sembra il sushi: si ordina online

Le celebrazioni saranno a numero chiuso: servirà la prenotazione

Non ci sarebbe riuscito nemmeno il più perverso dei terroristi jihadisti, diciamocelo. Fino a un anno fa, nessuno avrebbe scommesso un soldo che un virus - un esserino piccolo così - ci avrebbe portato via il Natale. Perché sì, il panettone lo mangeremo pure e ringrazieremo il cielo di poterlo fare, pensando che in molti, troppi, vorrebbero essere al nostro posto e invece la loro sedia sarà tristemente vuota. Ma Natale non è un panettone. E neppure un regalo sotto l'albero. Natale è l'abbraccio di un figlio che forse giovedì sera si limiterà a dare un colpo di telefono. Natale è soprattutto una preghiera a mezzanotte. Un pane spezzato. Un segno di pace.

Quest'anno, più o meno intorno a quell'ora, andremo laicissimamente a dormire come atei credenti e professanti. Come neppure il più accanito mangiapreti avrebbe soltanto ipotizzato. Proveremo a ridurre il Natale a una domenica che arriva venerdì e, se proprio si vuole andare a Messa, c'è sempre un prefestivo al pomeriggio precedente, che non è proprio la stessa cosa ma fa niente. Non è che a questo mondo come a quell'altro sia proprio tutto, sempre, intercambiabile. In questo dannato bisesto è calato il coprifuoco, forse perché il virus è un nottambulo da bagordi. Sia come sia, Gesù bambino nasce in anticipo quest'anno, diciamo intorno alle otto di sera che è ora di cena. Tutto programmato, insomma, e canto più canto meno, per le 22 dovremmo essere a casa lasciando gli spazi pubblici a mister coronavairus.

E come tutte le cene che si rispettino, per evitare la folla delle grandi occasioni che stavolta non è affatto gradita, occorre la prenotazione, solo che si applica alla messa. Liturgia su ordinazione, dunque. Come il sushi. O la pizza. E il cinema. La modalità è semplice, basta collegarsi online, raggiungere il sito della parrocchia, scegliere l'orario sacro preferito - ci sono tre celebrazioni la Vigilia e sei il 25 - augurarsi che ci siano ancora posti. Selezionare il numero di ingressi necessari. E, se la risposta appare in un tranquillizzante verde, attendere il codice o i codici generati automaticamente dal sistema. Stamparli e presentarli all'ingresso della chiesa con una decina di minuti di anticipo, perché poi la prenotazione scade a vantaggio del solito ritardatario, che aspetta di piombare come un avvoltoio sull'ultima rinuncia non comunicata. Mettetela come volete, stessa dinamica di una serata al cinema, chiuso da mesi. O allo stadio, chiuso da anni. Il Covid ha contagiato anche la preghiera della mezzanotte di Natale. Boicottandola. E limitandone gli ingressi. Concetto purtroppo contrario all'ecumenismo. Di una sola cosa lo ringraziamo, pur continuando cristianamente a odiarlo perché se uno nasce il 25 dicembre non puoi dire di ricordarlo il giorno prima, per quanto il festeggiato sia più intelligente di tutti e gradisca il pensiero a qualsiasi giorno e ora. Ebbene ringrazieremo di averci tolto di torno le passerelle di chi esibisce i doni deluxe appena ricevuti. Costoro non avranno problemi di prenotazione o nostalgia del Padre nostro. E così sia.

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