Leggi il settimanale

Messaggio da Roccaraso: "Lega una e indivisibile"

Zaia rassicura sulla compattezza del movimento Basta ipotesi su Vannacci. Oggi chiude Salvini

Messaggio da Roccaraso: "Lega una e indivisibile"
00:00 00:00

La Lega è viva, più che mai. Riparte dal centro (non politicamente parlando), ma dal centro Italia.

Da Rivisondoli, Abruzzo. Oggi è prevista la giornata conclusiva con il "gran finale" di Matteo Salvini, ma ieri è stata la vera giornata clou. La più intensa e ricca. Ministri, sottosegretari, parlamentari, militanti si sono avvicendati sul palco. Tantissimi i temi trattati. Famiglia, diritti, giustizia, autonomia, sicurezza. Il messaggio che arriva dai monti innevati dell'Appennino Abruzzese è chiaro: la Lega è unita, compatta e risponde solo al suo segretario. A Matteo Salvini. A dirlo, con voce chiara e sostenuta, sono il capogruppo alla Camera Riccardo Molinari dal palco e l'ex presidente del Veneto Luca Zaia in collegamento. "La Lega è una sola e aggiungo indivisibile, usiamo questo termine", commenta l'ex governatore. Le parole del "Doge", come lo ha chiamato lo stesso Claudio Durigon, organizzatore dell'evento, sono precise. Mirate. Utili, sicuramente, a mettere la parola fine alle polemiche sollevate da alcune presenze ingombranti (e divisive) nel partito. Uno su tutti il generale Roberto Vannacci e i suoi "vannaccini" che, più volte, hanno paventato l'idea di formare un nuovo movimento. Qui, però, all'hotel Aqua Montis non vogliono fare polemica. "La Lega è una sola e indivisibile" ripete il deputato Domenico Furgiuele. Il partito sembra aver ritrovato il suo vecchio smalto, battagliero. Di lotta, "ma non contro gli alleati" precisano i parlamentari riuniti in gruppetto per il caffè del pomeriggio. Foto, selfie e pacche sulle spalle.

Nella hall risuonano dalle casse le parole del nostro direttore Tommaso Cerno, chiamato a testimoniare quanto il nostro giornale sta portando avanti attraverso le inchieste sui "fratelli musulmani". "Stando qua stiamo resistendo a un'operazione politica e culturale - ha detto Cerno -. C'è un'eversione islamista, che ha già conquistato la sinistra europea. Lo vedrete presto, sorgerà il partito islamico. Hanno già cominciato da Monfalcone, il loro obiettivo è portare avanti la legge coranica". La sala (gremita) applaude. Stesso calore per il ministro dell'Istruzione e del merito Giuseppe Valditara che, con passione, ha detto che "non dobbiamo vergognarci della nostra civiltà Occidentale". Il concetto è chiaro: difendere i valori, le tradizioni. Tra i protagonisti l'onorevole Antonio Angelucci.

Simonetta Matone ha parlato di Giustizia, ed è convinta che al referendum vinceremo!" Ne è sicura? Chiediamo. "Sì, i giochi sono finiti" è la risposta. Ovviamente si parla anche del pacchetto sicurezza "che abbiamo voluto noi fortemente" dice Susanna Ceccardi. Luca Toccalini, segretario della Lega giovani, sottolinea come il provvedimento non sia più "rinviabile". "Dobbiamo accelerare, è importante. La diffusione dei coltelli tra i più giovani ci preoccupa molto". "Non tutti vogliono vivere come noi, bisogna evitare gli errori di chi pensava di esportare la democrazia", ha detto il presidente della Camera Lorenzo Fontana.

Presente anche Antonio Maria Rinaldi, ma non chiamiamolo "sindaco". Almeno per ora. "La mia candidatura (per la Capitale, ndr) è uno stimolo per gli alleati, noi ci siamo. Siamo pronti". Giancarlo Giorgetti ha portato un po' di ottimismo: "Il calo dello spread testimonia l'affidabilità del governo, non è una cosa che si fa con un decreto legge ma si fa lavorando silenziosamente e si lasciano benefici per il futuro". Spazio anche per i diritti, nonostante un passato burrascoso con Matteo Salvini (fatto anche di querele), Armando Siri ha invitato a partecipare Francesca Pascale. Stupita dall'accoglienza. "Grazie alla Lega, mi dispiace averla attaccata tempo fa.

Qui c'è un vero confronto e devo riconoscerlo". D'altronde l'evento si chiama "idee in movimento" oltre a "la nostra forza sono i territori". Territori, come il sud, che rispondono ancora sugli attenti al capitano, Matteo Salvini.

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica