Messina, sindaco incatenato al molo contro il Pass

La protesta del primo cittadino: "Ci è proibito prendere il traghetto per la terraferma"

Messina, sindaco incatenato al molo contro il Pass

In aereo è possibile volare in qualsiasi parte del mondo, ma per spostarsi di pochi chilometri col traghetto per raggiungere la terraferma è invece necessario il Green pass. È la situazione paradossale denunciata il vulcanico sindaco di Messina, Cateno De Luca (nella foto) che da ieri - coerentemente al suo nome - si è «incatenato» al molo per rendere pubblico il disagio dei suoi concittadini. «Sono qui - ha spiegato De Luca, omonimo dell'altrettanto pirotecnico governatore della Campania - per fare una protesta, non mi muoverò fino a quando non ci sarà una risposta da parte dello Stato che deve modificare questa norma ingiusta perché non garantisce la continuità territoriale. Mi farò portare una tenda finché non arriverà il prefetto o qualcun altro ad dirmi quale intervento intendono attuare. Ho cercato di farmi sentire per le vie istituzionali ma non ho avuto risposte. Ci sono arrivate decine di telefonate di persone che per motivi di lavoro e salute dovrebbero passare ma non possono. Mi sento abbandonato dallo Stato, ma non voglio essere strumentalizzato da chi è contro il vaccino». E poi: «Non blocco nessun traghetto. La mia occupazione è permanente. Mi metto in un angolo, chiederò un sacco a pelo e non andrò via in attesa dei rappresentanti dello Stato». Per De Luca «doveva essere il presidente della Regione, Nello Musumeci, a occuparsi di questa delicata vicenda, che costringe ancora una volta i siciliani ad essere relegati allo status di isolati dal mondo ma attualmente il governatore è impegnato ad affrontare la difesa del diritto di lesa maestà per le votazioni». «Personalmente - prosegue - al posto di Musumeci avrei proposto di non eleggere i nostri parlamentari per le elezioni al Quirinale. Che Repubblica delle banane è questa? A cosa serve un presidente della Regione se lo stesso non utilizza il suo ruolo in un momento così delicato?». «Sono per la vaccinazione ma non secondo queste strategie subdole - sostiene -. Perché nel momento in cui è stato messo in circolazione il vaccino lo Stato non ha rassicurato i cittadini. Il ragionamento è semplice, se il vaccino è sicuro perché non stabilire l'obbligatorietà? Perché non è stata fatta una legge?».

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