La metà degli italiani non si fida delle Ong

Secondo un sondaggio ben il 48% degli italiani non si fida delle Ong e il pm di Catania, Carmelo Zuccaro, conferma i suoi dubbi: "Voglio sapere chi sono i finanziatori di Moas"

La metà degli italiani non si fida delle Ong

Quasi la metà degli italiani non si fida delle Ong. Secondo un sondaggio svolto da Ixè per la trasmissione Agorà, ben il 48% degli italiani non si fida di come queste organizzazioni compiano la loro attività di salvataggio di migranti nel Mediterraneo. La fiducia nei loro confronyi viene accordata solo dal 34% degli intervistati, mentre il 18% non si è espresso.

Sempre ad Agorà, è stata mandata in onda la seconda parte dell'intervista al pm di Catania Carmelo Zuccaro che ha confermato tutte le sue perplessità, già espresse in questi giorni."Voglio sapere chi sono i finanziatori di Moas, quella che ha i costi di gestione più elevati, circa 400mila euro al mese, è la domanda che mi faccio e per la quale ho bisogno di uno sforzo investigativo fortissimo per avere delle risposte. Alcune fonti di Frontex mi confermano che nel cda o come consulente di una società ci sono delle persone che fabbricano coltelli da guerra. Io non riesco a ravvisare nel profilo di questa persona il profilo di un filantropo. Questo - ha dichiarato Zuccaro - mi induce a pensare che la pista che sto seguendo è una pista esatta, corretta, non fantasiosa".

Il procuratore aggiunto di Trapani, Ambrogio Cartosio, invece è più prudente:"Prendo atto di quel che dice Frontex e non ho nulla da eccepire sul loro punto di vista. Nulla mi risulta di ciò che sta facendo la procura di Catania su questi temi per cui non posso interloquire in alcun modo" ma aggiunge: "Stanno arrivando in troppi e questo crea una situazione di allarme e sullo sfondo restano delle domande sul business dell'accoglienza. Dobbiamo stare attenti che non ci siano infiltrazioni della mafia anche in questo business e le persone che arrivano non possano essere usate anche come manovalanza mafiosa".

Anche il vicepresidente della Camera, Luigi Di Maio, ha accusato nuovamente le navi delle Ong di svolgere un ruolo opaco:"Le Ong devono seguire i protocolli di ingaggio di Triton e Sophia, cioè delle navi della Marina militare: arretrare, tornare nel canale di Sicilia, poi, quando vengono lanciati i may-day, si interviene. Se andiamo a prendere i migranti, a portata di acqua-scooter, a 8 miglia nautiche dalle coste libiche, non si tratta di salvataggi". "Voglio salvare le vite nel Mediterraneo -ha aggiunto- ma non stimolare l'esodo, perché abbiamo fatto un altro record di migranti in Italia, che ci costano 5 miliardi di euro all'anno di business sull'immigrazione da parte di cooperative e società".