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Milano si blinda per le Olimpiadi. Da Askatasuna ai collettivi: raduno per l'assalto alla città

Pro Pal, Global Flotilla e i "maranza" amici di Ramy: allerta per il corteo di sabato e rischio blitz alla cerimonia

Milano si blinda per le Olimpiadi. Da Askatasuna ai collettivi: raduno per l'assalto alla città
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Sono attese 10mila persone sabato in città: tutti i centri sociali milanesi, reduci dagli scontri di Torino, in parte "sotto scacco" perchè in attesa di una trentina di provvedimenti per le devastazioni e l'assalto alla stazione Centrale del 22 settembre, i compagni da tutto il Nord Italia, ambientalisti, comitati territoriali e collettivi studenteschi, le reti di lotta per il diritto all'abitare, il sindacato. Non mancheranno i Pro Pal, i rappresentanti della Global Sumud Flotilla e i movimenti di solidarietà del Rojava e della Siria, "la rabbia transfemminista contro il patriarcato sociale e istituzionale".

Quindi è allarme a Milano per la manifestazione nazionale anti Olimpiadi. Il dispositivo di maxi sicurezza prevede 6mila agenti schierati, oltre 800 telecamere a sorvegliare i teatri di gara e 18 all'interno del Villaggio Olimpico. A organizzare il grande corteo, che partirà alle 15 da piazza Medaglie d'oro per arrivare al Corvetto, a due passi dal Villaggio, il Comitato Insostenibili Olimpiadi che lavora da mesi per costruire la protesta. "Le giornate saranno caratterizzate da iniziative diffuse di contestazione al grande evento privato (sponsorizzato da multinazionali come Leonardo ed Eni, sostenuto da speculatori come Coima) - scrivono - che sta già portando solo debito, cemento in città e montagna, sfruttamento di manodopera e precarietà, rialzo degli affitti, saccheggio di risorse idriche e devastazione delle terre alte".

Ecco che la piattaforma del corteo fa rivivere antiche paure e si riavvolge il nastro a quel 1 maggio 2015 quando i No Expo, fiancheggiati dagli autonomi, in nome anche dell'insostenibilità dell'evento, misero a ferro e fuoco Milano. Altro elemento a forte tensione è il passaggio nel Corvetto, il quartiere di Ramy Elgaml, morto durante un inseguimento dei carabinieri la notte del 24 novembre 2024. Sono ancora vive le immagini delle devastazioni e dei vandalismi che si susseguirono per qualche notte, in segno di rabbia e di protesta.

Andando a ritroso il venerdì è prevista la contro cerimonia di apertura dei Giochi che si terrà al Meazza dalle 20. Proprio il quartiere popolare fu teatro delle sassaiole contro i blindati della polizia da parte degli amici del rapper Neima Ezza che aveva girato un video tra via Zamagna, via Micene e piazzale Selinunte, allora zona rossa. Era il 2021.

L'appuntamento per le Utopiadi della domenica, che hanno portato anche all'occupazione dell'ex palazzetto del ghiaccio Agorà l'anno scorso, è una location (occupata) top secret definita Taz, definizione di chiara matrice anarchica (Temporary Autonomous Zone è il saggio di Hakim Bey).

Ma giornate ad altissima tensione saranno domani e dopo per il passaggio della fiaccola, che attraverserà la città per 50 chilometri, e per cui sono previste "iniziative diffuse di contestazione al grande evento e alla presenza dello Stato genocida di Israele nelle competizioni sportive internazionali" scrivono gli autonomi.

In questo frangente sono previsti blitz e infiltrazioni dei pro Pal e di Extincion Rebellion che hanno partecipato al corteo di Torino e che sono mesi che contestano le Olimpiadi e "il disastro ecologico che lasciano dietro di sè".

Il passaggio in mondovisione della fiaccola offre un ghiotto palcoscenico a chi cerca visibilità per portare i propri messaggi, anche in modo estremamente violento, vandalico e scenografico, soprattutto in un contesto di folla. Tra i punti delicati la sede Eni a San Donato appunto, l'Università statale, piazza Duomo, la Darsena a due passi da via Gola. Ma ogni occasione e ogni "taz" è buona per dar sfogo alla rabbia anti sistema.

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