"La minaccia del terrorismo è nell’aria"

Il sottosegretario alla presidenza Gabrielli teme il pericolo di atti criminali organizzati attraverso la rete Internet e spinge per trovare soluzioni adeguate

Il sottosegretario alla presidenza del consiglio Franco Gabrielli
Il sottosegretario alla presidenza del consiglio Franco Gabrielli

“La minaccia del terrorismo è nell’aria, indistinta e indiscriminata e il poliziotto è un target”. Il sottosegretario alla presidenza del consiglio con delega per la sicurezza della Repubblica Franco Gabrielli lancia l’allarme intervenendo nel corso del IX congresso nazionale del Siap, il sindacato italiano appartenenti alla polizia. “In un contesto nel quale si parlerà sempre più di Jihadismo di ambiente – continua Gabrielli – la differenza la farà sempre più la capacità di riduzione del danno, che passa dalla modalità con la quale ogni singolo operatore sul territorio vive la percezione della minaccia”. Per il sottosegretario la più pericolosa è la minaccia cybernetica, ossia quella portata avanti dagli hacker, i quali hanno rafforzato la loro attività criminale durante il periodo della pandemia.

“Stiamo faticosamente cercando una soluzione in termini di resilienza”, ammette Gabrielli, il quale teme quello che recentemente il politologo francese Gilles Kepel, uno dei massimi studiosi dell'Islam, ha definito “Jihadismo ambientale”. In un contesto dove non esistono più organizzazioni strutturate, il ruolo della piazza virtuale dei social network assume grande rilievo. Questo spazio serve a incanalare messaggi di odio e di discriminazione e a indirizzare il terrorismo verso possibili bersagli da colpire. “Per quanto mi riguarda – spiega il sottosegretario alla presidenza del consiglio – è un mantra quello della riduzione del danno che passa da come ogni singolo operatore sul territorio percepisce la minaccia nell'aria per dare una risposta adeguata”.

Quello che crea preoccupazione sulla vicenda afghana è la confusione e l'incertezza, che anche i talebani hanno difficoltà a gestire. Non a caso hanno faticato a formare il governo, a partire dalla scelta cruciale di chi dirigerà l'intelligence. Si tratta, secondo Gabrielli, di una composizione che sancisce, al momento, la vittoria dell'ala militare e la presenza in posti chiave di persone addirittura ricercate sul piano internazionale come terroristi. Non può essere considerato certamente un buon segnale né un’apertura verso l’Occidente. La presa di posizione del sottosegretario ha provocato la reazione immediata del leader della Lega Matteo Salvini. “L'ex capo della polizia lancia l'allarme terrorismo. Il ministro dell'Interno lo sa? Dov'è? Cosa fa?”, sono le parole dell’esponente leghista contro il ministro Luciana Lamorgese, già bersaglio, di recente, delle critiche del Carroccio.

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