Con il ministro molti campani e siciliani. E quaranta peones alla prima legislatura

All'Europarlamento il gruppo M5s resta compatto. Ma si era già dimezzato

Con il ministro molti campani e siciliani. E quaranta peones alla prima legislatura

Luigi Di Maio è uscito dal gruppo. Anzi ne ha creato uno tutto per sé. Non si parla di band, ma di truppe parlamentari, e del grande divorzio tra i due leader pentastellati, con Giuseppe Conte da una parte e il ministro degli Esteri dall'altra. Un big bang che fa seguito al lento, inesorabile stillicidio di addii che ha segnato la storia dei Cinquestelle nel corso della legislatura e ora si conclude con una operazione strutturata e organizzata, anche se ancora da definire nella sua prospettiva futura. Sì, perché al momento Di Maio ha creato Insieme per il futuro, ma questa creatura è soltanto un gruppo parlamentare e non un partito e la sua collocazione futura è oggetto di ipotesi, congetture e speculazioni.

Insieme per il futuro al momento ha incassato l'adesione di 51 deputati e 10 senatori, ma è possibile che altri parlamentari provenienti dal Gruppo misto possano traslocare nel nuovo contenitore. Tra i big che lasciano i Cinquestelle ci sono il viceministro dell'Economia Laura Castelli, il questore della Camera Francesco D'Uva, l'ex ministro dello Sport Vincenzo Spadafora, il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri e il sottosegretario agli Esteri Manlio Di Stefano. Dei 61 parlamentari, 40 sono al primo mandato (30 alla Camera e 10 al Senato) e 21 al secondo. Si fanno già i nomi dei possibili capigruppo: Vincenzo Spadafora per Montecitorio e Primo Di Nicola o Vincenzo Presutto per Palazzo Madama.

Ieri mattina, prima delle comunicazioni di Mario Draghi in vista del Consiglio europeo del 23 e 24 giugno, il presidente della Camera Roberto Fico ha ufficializzato la nascita del nuovo gruppo Insieme per il futuro e ha elencato i nomi dei deputati che ne fanno parte. Le truppe di Luigi Di Maio hanno una fortissima connotazione sudista. Guardando al gruppo della Camera, su 51 iscritti, 16 sono campani; 10 siciliani; 5 pugliesi, 4 sardi; 4 laziali; 2 calabresi. Il Piemonte può contare su 2 eletti. Basilicata, Abruzzo, Marche, Toscana, Umbria e Veneto hanno tutte un solo deputato. Al Senato la situazione è più mobile ed è anche scattata qualche controffensiva. Il senatore Emiliano Fenu, tra i parlamentari che due giorni fa avevano deciso di lasciare il gruppo M5s (ma senza passare a Insieme per il futuro), ci ha ripensato e resta con Conte. Resiste il gruppo a Strasburgo. La delegazione M5s di eurodeputati guidata da Tiziana Beghin non sembra aver risentito della nascita di Insieme per il futuro. Le perdite nel corso della legislatura però non sono mancate. Da 14 eletti si è passati a 7: in 4 sono passati a Greens, uno al Ppe, uno a Renew e un europarlamentare siede invece al Misto.

La cerimonia degli addii, comunque, non sembra conclusa. Manlio Di Stefano, fa capire, parlando con Fanpage, che qualcos'altro potrebbe muoversi. «Se oltre 60 parlamentari di cui due terzi alla prima legislatura, hanno fatto questa scelta, significa che non c'era alternativa. Solo nei due rami del Parlamento sono 61, ma il numero è destinato a crescere senza contare che lo stesso sta avvenendo dal Parlamento europeo fino ai Consigli comunali». E si registrano anche casi particolari e curiosi. Maria Pallini e Giovanni Currò, infatti, si sposeranno sabato ma hanno già divorziato in Parlamento. Lei è di Avellino, è stata eletta con il M5s in Campania, e ha seguito Luigi Di Maio. Lui è di Como ed è rimasto fedele a Conte. Un inno alla pluralità di pensiero. Salvo ripensamenti.

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