Diciassette anni, già madre e moglie, è stata stuprata dal coinquilino mentre suo marito era assente: è l'epilogo del dramma che una giovanissima bengalese residente a Mestre ha vissuto nella sua abitazione. Ma è anche la cartina di tornasole di uno stile di vita che non appartiene alla nostra cultura, grazie a battaglie che sono state portate avanti nei decenni per l'emancipazione. Le "spose bambine" come questa giovanissima, che nonostante la minore età ha già un marito, sono una consuetudine radicata in culture diametralmente opposte a quella occidentale. Non si tratta solo di cronaca, ma della collisione tra il diritto italiano, che tutela l'autodeterminazione della donna, e tradizioni arcaiche che la relegano a un ruolo di mera proprietà. Il dramma di Mestre scoperchia così il vaso di Pandora di una comunità che vive in parallelo, dove un uomo si sente in diritto di abusare di una minorenne.
Non sono ancora emersi i dettagli della convivenza in quell'abitazione, tra cui l'età del marito della vittima (che ha dato l'allarme ai carabinieri dopo la segnalazione della vittima) e nemmeno lo status del convivente connazionale della coppia, che ha abusato della ragazza nonostante in casa ci fosse anche il figlio, pressoché neonato.
Le indagini sono in corso, devono essere svolti gli accertamenti ma il dubbio è che questa storia nasca nell'alveo delle ben note "ospitalità abusive" e non è raro che in questi contesti intrisi di degrado si consumino reati di tale entità, che vedono le donne subire un retaggio culturale di possesso e dominio da parte dell'uomo. "Un'altra vittima della violenza dell'Islam radicale e probabilmente del sistema marcio basato sulle ospitalità. Lo stesso schema che ho già visto a Monfalcone. Una minorenne bengalese già con figli: mi chiedo, una sposa bambina?", è il commento di Anna Maria Cisint, già sindaca di Monfalcone, che mette l'accento sulla non eccezionalità del caso di convivenza del nucleo familiare con un terzo soggetto, "anche lui islamico, presenza dietro alla quale spesso si nasconde un mercato nero di subaffitti illegali e posti letto abusivi.
Un mercato islamico dell'orrore", sottolinea Cisint nella una nota congiunta con il capogruppo della Lega Venezia Alex Bazzaro. Da un lato c'è la legge italiana che punisce con severità la violenza sessuale e tutela i minori, dall'altro un ecosistema che accetta la promiscuità pericolosa.