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"Mio l'esposto dopo Inter-Verona. Impossibile non vedere la gomitata a Duda"

L'avvocato Michele Croce: "Prima di agire ho studiato il regolamento federale"

"Mio l'esposto dopo Inter-Verona. Impossibile non vedere la gomitata a Duda"
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"Ero a vedere la partita a Milano con i miei figli quindicenni. Per loro era la prima trasferta per vedere la nostra squadra del cuore. Al ritorno in macchina da San Siro ne abbiamo parlato tanto e c'era molto malcontento, ci erano rimasti molto male. Per cui sono tornato a casa e mi sono messo a studiare il regolamento federale". A parlare è Michele Croce, l'avvocato ed ex presidente dell'Agsm, che è stato anche candidato sindaco a Verona, che ha fatto partire l'inchiesta che sta terremotando il calcio italiano. La partita a cui si riferisce è Inter-Verona del 6 gennaio 2024, quando ci furono moltissime polemiche per un fallo di Bastoni all'avversario Duda: una scorrettezza evidente che portò al raddoppio dei padroni di casa nerazzurri. "Una pesante ingiustizia", sintetizza il legale. Per Croce, che per quattro anni è stato anche presidente del Covisod, la Commissione di Vigilanza delle Società Dilettantistiche presso la Figc, e che nella sua querela si definisce anche "sportivo e appassionato di calcio" ci fu un "dolo evidente" da parte dei due addetti al Var, l'arbitro Luigi Nasca e l'assistente arbitro Rodolfo di Vuolo. "In quella sala ci sono dai 14 ai 18 schermi, non potevano non avere visto la gomitata, non è possibile che vi sia un comportamento simile nel calcio dell'era Var", osserva.

L'avvocato quindi presenta un esposto in cui segnala "la condotta omissiva penale" dei due ufficiali di gara addetti al Var. Insomma, si sarebbe trattato di una frode sportiva a tutti gli effetti, secondo Croce. "Non ho nulla di personale contro Bastoni o l'Inter, ma ci sono nelle regole e qui sono state ignorate". Ancora: "Il calcio è uno sport che viene seguito non solo dai professionisti, ma anche da tantissimi ragazzini e ragazzi, per cui la giustizia in questo campo è importante. È anche una questione di dare loro un esempio di correttezza e trasparenza".

In questo anno, spiega, ha collaborato attivamente all'indagine del pm Maurizio Ascione. "Sono stato convocato l'estate scorsa dalla Guardia di Finanza e ho fornito la mia versione dei fatti. L'indagine è sicuramente partita dal mio esposto", si dice certo. "Ma alla tessera che ho fornito io con la mia ricostruzione e anche con i miei suggerimenti, i magistrati hanno unito altre tessere".

Croce non può naturalmente entrare nel merito della sua testimonianza (in quanto persona informata sui fatti è tenuto al silenzio), ma commenta: "Sicuramente l'inchiesta è a 360 gradi e posso dire con certezza che non è stato lasciato nulla al caso e ogni aspetto approfondito".

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