Il missile di Biden "Donald disprezza la democrazia". Dem per la cacciata

Il neo presidente, confermato dopo gli scontri, nomina Garland alla Giustizia: dovrà incriminare gli agenti violenti e processare gli insorti. Pelosi spinge per l'uso del 25esimo emendamento

New York. Joe Biden si propone come il garante dell'ordine e della Costituzione presentando la sua squadra della giustizia a meno di ventiquattr'ore dall'assalto al palazzo del potere di Washington. Confermato ufficialmente dal Congresso che ha ripreso la seduta dopo l'invasione di Capitol Hill da parte dei sostenitori di Donald Trump, Biden ha definito quanto accaduto mercoledì come uno dei «giorni più bui» della storia americana, «un assalto alla nostra democrazia». «Ci piacerebbe poter dire che quanto accaduto non poteva essere previsto, ma lo avevamo previsto», ha proseguito, poiché è la conseguenza di «quattro anni in cui il presidente ha manifestato disprezzo per la nostra democrazia, la Costituzione e il rispetto della legge».

Il presidente eletto ha nominato il giudice Merrick Garland, considerato un progressista moderato, come suo ministro della Giustizia. Attualmente capo della corte d'appello del Distretto di Columbia, dove si trova la capitale Washington, il 68enne era stato scelto per la Corte Suprema da Barack Obama nel 2016, ma la conferma era stata bloccata dai repubblicani che controllavano il Senato. Tra i primi compiti avrà quello di gestire il tema dell'eccesso di forza della polizia, che per mesi ha infiammato l'America dopo l'uccisione di George Floyd a Minneapolis nel maggio scorso. Le persone che ho scelto «per guidare il dipartimento di Giustizia hanno dedicato la loro carriera a servire il popolo americano con onore e integrità - ha detto Biden - Ripristineranno l'indipendenza del dicastero in modo che serva gli interessi del popolo e non una presidenza, ricostruiranno la fiducia del pubblico nello stato di diritto e lavoreranno instancabilmente per garantire un sistema giudiziario più giusto ed equo».

E Garland probabilmente si troverà a gestire anche quanto accaduto a Capitol Hill. La sindaca di Washington Muriel Bowser ha infatti scaricato sul governo la colpa dell'inadeguatezza delle forze dell'ordine nel fronteggiare l'assalto al Congresso: «La risposta agli scontri è chiaramente un fallimento federale», ha sottolineato, chiedendo un'indagine bipartisan. Intanto, i democratici domandano a gran voce di cacciare Trump dalla Casa Bianca prima della scadenza naturale del suo mandato, il prossimo 20 gennaio, quando si insedierà Biden, facendo leva sul 25esimo emendamento della Costituzione americana. Il quale prevede che il vice presidente (in questo caso Mike Pence) prenda i poteri se il presidente muore, si dimette o è rimosso per incapacità manifesta o malattia. A differenza dell'impeachment, consente di rimuovere il Comandante in Capo senza processo, ma è sufficiente che il vice presidente e la maggioranza del governo trasmettano una lettera al Congresso sostenendo che il presidente non è più in grado di esercitare i poteri e i doveri legati al suo incarico. Se il presidente si oppone, la decisione spetta alla Camera (a oggi guidata dai democratici), che deve esprimersi a maggioranza di due terzi. La norma può essere applicata anche per un breve periodo di tempo, come nel 1985 quando George H. Bush fu presidente per alcune ore mentre Ronald Reagan veniva operato con anestesia generale, e lo stesso avvenne a Dick Cheney nel 2002 quando sotto i ferri finì George W. Bush.

Per il leader dei democratici in Senato, Chuck Schumer, è il momento di invocare il 25esimo emendamento e rimuovere «immediatamente» Donald Trump. «Quello che è successo ieri in Campidoglio è stata un'insurrezione contro gli Stati Uniti, incitata dal presidente», ha tuonato, ribadendo che Trump «non dovrebbe rimanere nel suo incarico un giorno di più». Stessa richiesta è arrivata dalla speaker della Camera, Nancy Pelosi. Mentre la deputata di ultra-sinistra Alexandria Ocasio-Cortez ha detto che «se il 25mo emendamento non viene invocato oggi, il Congresso deve riunirsi immediatamente per le procedure di impeachment e di rimozione» di Trump. Gli articoli per una possibile messa in stato di accusa sono «pronti per essere presentati» e i membri della Camera li «stanno firmando», ha precisato.

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