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Missile iraniano su Gerusalemme. E Israele chiude i luoghi di culto

Colpita un'area vicina alla Città Vecchia, ma il governo posta un filmato del 28 febbraio. Dal Libano 200 razzi, Netanyahu ordina di espandere i raid sulla milizia

Missile iraniano su Gerusalemme. E Israele chiude i luoghi di culto
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La guerra è più cruenta e colpisce anche vicino a luoghi altamente simbolici, sacri. Il regime iraniano ieri ha lanciato missili su Gerusalemme. "Uno di questi è arrivato a poche centinaia di metri dalla Città Vecchia, dal Muro Occidentale, dalla Moschea di Al-Aqsa e dalla Chiesa del Santo Sepolcro", ha scritto il ministero degli Esteri israeliano su X, postando il video del sito colpito dall'ordigno iraniano e annunciando che "la preghiera in tutti i luoghi sacri è stata temporaneamente sospesa". "La protezione delle vite umane e la sicurezza dei fedeli hanno la priorità", ha affermato. Il filmato però risale al 28 febbraio, primo giorno di guerra. Le immagini - già pubblicate su alcuni media israeliani il 1° marzo - vengono utilizzate per motivare la decisione delle autorità israeliane di chiudere l'area. I Paesi islamici avevano protestato per la chiusura dei luoghi sacri durante il ramadan. Esplosioni sono state segnalate anche in Cisgiordania dopo il lancio di missili provenienti da Teheran.

Ma la furia di fuoco arriva anche dal Libano. L'esercito israeliano ha dichiarato che Hezbollah ha tirato nella notte di mercoledì circa 200 razzi contro lo Stato ebraico, in quello che ha descritto come la "più grande raffica" di raid del gruppo libanese dall'inizio della guerra. "Hezbollah ha programmato un attacco simultaneo con l'Iran lanciando razzi e droni contro città e comunità in tutto Israele. I numeri sono circa 200 razzi, 20 droni sommati ai missili balistici lanciati dall'Iran nello stesso momento", ha spiegato il portavoce militare Nadav Shoshani. La reazione di Tel Aviv è stata immediata. Il ministro della Difesa Israel Katz ha affermato: "Ho avvertito il presidente del Libano, Joseph Aoun, che se il loro governo non saprà come controllare il territorio e impedire a Hezbollah di aprire il fuoco su Israele, prenderemo il territorio e lo faremo noi stessi", ha affermato Katz durante una valutazione con i generali dell'Idf. "Hezbollah ha lanciato ieri pesanti bombardamenti contro lo Stato di Israele. L'esercito ha risposto con forza", ha chiarito il ministro aggiungendo che con il premier Benjamin Netanyahu "ha dato istruzioni all'Idf di prepararsi a un'espansione delle attività in Libano e di ripristinare la sicurezza nel nord".

Tsahal ha subito risposto con altrettanta determinazione. Sono stati colpiti Dahiyeh, la periferia sud di Beirut, roccaforte di Hezbollah, e obiettivi del Partito di Dio in tutto il Libano. Una fonte politica di alto rango del gruppo sciita libanese ha affermato che il movimento armato filoiraniano è entrato "in una nuova fase della guerra". "Siamo pronti a ogni scenario e preparati a una lunga guerra. Per noi è una guerra esistenziale contro il nemico", ha ribadito. L'Idf ha pure annunciato di aver ucciso un comandante dei Pasdaran, Abu Dharr Mohammadi, in un raid condotto su Beirut nei giorni scorsi. L'esercito di Tel Aviv ritiene che Mohammadi fosse "una figura centrale nel coordinamento" tra Hezbollah e Teheran e operasse nell'unità missilistica dell'organizzazione libanese filoiraniana. Intanto il numero di persone uccise nel Paese dei cedri ha raggiunto quota 687, tra cui 98 bambini. L'aeronautica militare di Israele dunque non si ferma. Ha lanciato una nuova ondata di raid aerei "massicci" anche in Iran contro infrastrutture del regime. Tsahal ha attaccato il sito Talkan per lo sviluppo di capacità nucleari, a sud di Teheran, utilizzato negli anni per sviluppare esplosivi avanzati e per condurre esperimenti sensibili nell'ambito del progetto "Amad", il programma segreto di sviluppo di armi atomiche degli anni 2000.

L'esercito di Teheran in risposta invece ha fatto sapere di aver colpito con droni in Israele "le basi aeree di Palmachim e Ovda, così come il quartier generale dello Shin Bet". Ma il primo ministro Benjamin Netanyahu è orgoglioso: "Stiamo schiacciando Teheran e Hezbollah".

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