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Il mistero del mutuo a Soumahoro

Villino da 360mila euro comprato con prestito. E il reddito era appena 9mila euro

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«Non è così, la verità è un'altra». Così l'onorevole Soumahoro, dopo il salto al Gruppo misto, ha annunciato la pubblicazione di un dossier che dovrebbe chiarire tutti i nodi della vicenda che lo ha reso protagonista negli ultimi mesi. Una serie di documenti che Soumahoro ha pubblicato nell'intento di sbugiardare le notizie di un «livello disumano al quale è arrivato il giornalismo in Italia», come si legge proprio nel dossier. Tra le carte fornite, anche la dichiarazione dei redditi del parlamentare, che mostra un reddito complessivo di 24mila euro nel 2020 e di 9mila euro nel 2021. Come è noto, il parlamentare, nel giugno scorso, ha comprato un villino del valore di 360 mila euro a Casalpalocco, in provincia di Roma, insieme alla compagna. Al tempo Soumahoro non faceva più il sindacalista per Usb e ancora non era parlamentare, mentre la Murekatete era nel Cda della Karibu, dalla quale si è licenziata lo scorso settembre e ora indagata per fatturazioni false. L'acquisto ha fin da subito sollevato molti dubbi. Per questo sono due i documenti di cui siamo entrati in possesso: l'atto di compravendita del villino e il contratto di mutuo stipulato dai Soumahoro, entrambi firmati dal notaio Giovanni Floridi. Nell'atto di compravendita compaiono 50mila euro pagati subito dalla famiglia e i restanti 310 mila «mediante due bonifici effettuati a mezzo Credito Emiliano Spa, utilizzando un mutuo concesso dal predetto istituto alla parte acquirente». Così si legge sul documento. Soldi concessi, sembrerebbe, dalla Credem Banca anche se il contratto del mutuo dice altro: è Intesa San Paolo, infatti, ad erogare 266 mila euro, da saldare entro il 2052 con rette mensili. Il contratto è infatti firmato anche dalla rappresentante di Intesa San Paolo.

Chi ha concesso, quindi, realmente il mutuo: Credem Banca o Intesa San Paolo? E anche sulle somme di denaro qualcosa sembrerebbe non tornare. A fronte del costo della villetta di 360mila euro, l'importo massimo finanziabile con il mutuo, è prassi, sia dell'80% e cioè 288 mila euro, contro i 266 mila scritti nel contratto. Quei 22mila euro da dove provengono? «Probabilmente da un conto personale - ci spiega un consulente finanziario - intestato a Soumahoro o alla compagna che, però, sarebbe stato opportuno precisare nell'atto».

Si scopre, inoltre, che il venditore del villino è un private banker executive presso Fideuram - proprio nelle sedi di Roma centro e Casalpalocco - controllata interamente da Intesa San Paolo. Inoltre gli atti non presentano nessun terzo garante.

Su come si sia potuto permettere una villetta del genere, Soumahoro ha sempre risposto con «ho scritto un libro». Si scopre, però, che i ricavi ottenuti da «Umanità in rivolta» corrispondono a 13900 euro nel 2019, anno di uscita, 3300 euro nel 2020 e 12000 nel 2021. Al contrario, i proventi ottenuti dalle campagne crowdfunding, nel solo 2021, ammontano a 130 mila euro. Soldi che non sono soggetti a tassazione né a dichiarazione e che arrivano su un conto corrente intestato proprio a Soumahoro che, nonostante affermi sia destinato solo ed esclusivamente alle finalità benefiche della Lega Braccianti, non presenta il rendiconto. I dubbi sull'acquisto della casa sembrerebbero quindi concreti: «Negli atti mancano oggettivamente dei passaggi.

Nessuna banca concederebbe un mutuo di 360 mila euro a fronte di un reddito di 9 mila euro, senza garanzie di terzi e con le sole informazioni che risultano dalle carte», afferma l'esperto. Resta la possibilità che i soldi li abbia versati Liliane Muraketate, derivati dal suo ruolo nel Cda della coop indagata proprio per malversazione di fondi e truffa.

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