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Monopattini? Bene, ora stretta anche sulle ebike

Perché ora, dopo i monopattini, è necessario mettere mano anche alla grande giungla delle biciclette elettriche, cioè quei motorini "mascherati" che sfrecciano sulle nostre strade a velocità spesso superiori a quanto previsto dalla legge (25 km/h)

Monopattini? Bene, ora stretta anche sulle ebike
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Bene, bravi, bis. Ma bis per davvero. Da ieri, in tutta Italia, per circolare con un monopattino elettrico è necessario munirsi di una mini targa, pena essere sanzionati con una maxi multa: fino a 400 euro. Una cifra che molto spesso supera il valore del veicolo stesso. Giustissimo. E dal 16 luglio sarà obbligatorio avere anche una copertura assicurativa. Bene, bravi, bis. Sia chiaro il monopattino elettrico non è di per sé il male assoluto. Il male sono i cretini che lo usano a velocità spericolate in zone pedonali, che lo utilizzano in due o tre insieme, trasformando il centro delle città in tendoni del circo ma senza avere le capacità acrobatiche per farlo, che lo parcheggiano in mezzo alle strade o ai marciapiedi o che, una volta utilizzati, li gettano nei cespugli, nei corsi d'acqua o nei parchi. Come sempre non è il mezzo il problema. Il monopattino è neutrale, è il suo conduttore ad essere determinante. E - siccome le città dello Stivale stavano diventando tutte un gigantesco cretinodromo in cui questi veicoli dal discutibile baricentro sfrecciavano tra anziani, carrozzine, auto e bus - era giusto e doveroso tentare di mettere ordine a questo grande disordine delle cose. Bene, bravi, bis. Ecco, appunto, parliamo del bis. Perché ora, dopo i monopattini, è necessario mettere mano anche alla grande giungla delle biciclette elettriche, cioè quei motorini "mascherati" che sfrecciano sulle nostre strade a velocità spesso superiori a quanto previsto dalla legge (25 km/h). Sono cicli a pedalata assistita che godono dei privilegi (già esagerati) delle biciclette classiche - cioè andare con disinvoltura contromano o sui marciapiedi -, e in più si avvantaggiano di prestazioni da scooter, se non da moto.

Mezzi che vengono usati tanto dai privati cittadini, quanto dai rider che sfrecciano in ogni direzione a velocità esagerate (più consegne fanno, più guadagnano) e che al momento sembrano sfuggire a ogni regola. Con la scusa che non inquinano si sono ritagliati un far west della mobilità, un lasciapassare per poter scorrazzare piratescamente. Come, e in taluni casi peggio, dei monopattini. Ora tocca a loro: serve il bis.

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