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Morto Arditti, da Spadolini alla direzione del Tempo e di Rtl 102.5

Il giornalista, 60 anni, era ricoverato da due giorni al San Camillo di Roma dopo un arresto cardiaco

Morto Arditti, da Spadolini alla direzione del Tempo e di Rtl 102.5
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La voce autorevole di Roberto Arditti si è spenta ieri, all'ospedale San Camillo di Roma. Il giornalista, ex direttore de Il Tempo, era stato ricoverato tre giorni fa in seguito a un malore dovuto a un arresto cardiaco.

Ieri la commissione medica dell'ospedale ha confermato la morte cerebrale dell'ex direttore delle news di Rtl 102.5. Nato a Lodi nel 1965, il giornalista aveva disposto la donazione dei suoi organi. E così, in attesa del trasferimento nella sala operatoria per il prelievo, i supporti vitali sono rimasti attivi. "La famiglia - ha evidenziato il bollettino del San Camillo - chiede a tutti il massimo rispetto della privacy". La morte di Arditti, che si era laureato alla Bocconi di Milano e che era stato dirigente della Gioventù repubblicana, prima di lavorare nel gabinetto del presidente del Senato Giovanni Spadolini, è stata accolta con un profondo cordoglio dei palazzi romani. "Perdiamo un intellettuale, giornalista di valore e importante punto di riferimento nella comunicazione politica e istituzionale", ha detto il ministro della Cultura Alessandro Giuli. Il capo di dicastero ha anche ricordato il progetto editoriale Formiche, di cui Arditti è stato tra gli ideatori. Anche il presidente del Senato Ignazio La Russa ha voluto esprimere vicinanza alla famiglia e ricordare la figura del giornalista: "Se ne va una persona perbene, un uomo di profonda cultura e figura autorevole del giornalismo e della comunicazione istituzionale". E ancora: "Nel corso della sua lunga carriera, Roberto ha posto la sua intelligenza e la sua professionalità anche al servizio del Senato della Repubblica, lasciando un segno indelebile nel dialogo tra informazione e istituzioni". Arditti, tra le sue esperienze professionali, vantava Porta a Porta, di cui è stato autore. E poi l'incarico di portavoce con il ministro dell'Interno Claudio Scajola, durante il secondo governo presieduto da Silvio Berlusconi. Per il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, la scomparsa di Arditti è "la perdita di un amico colto e intelligente. Sono testimone di come nel corso della sua carriera abbia saputo unire competenza, rigore e passione civile", ha chiosato il capo di dicastero. Pure il ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara si è espresso "addolorato per aver perso un grande amico".

La vicepresidente del Senato Licia Ronzulli ha espresso le sue

"sincere condoglianze" alla famiglia, evidenziando come Arditti sia stato un "punto di riferimento per tanti lettori". "Ha contribuito con serietà e passione al dibattito pubblico del nostro Paese", ha chiosato la Ronzulli.

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