Mosca arresta anche l'ultimo oppositore: l'ex sindaco di Ekaterinburg rischia 5 anni

Evgeny Roizman ha filmato in diretta la sua cattura in casa da parte della polizia. È accusato di aver postato video di opposizione alla guerra

Mosca arresta anche l'ultimo oppositore: l'ex sindaco di Ekaterinburg rischia 5 anni

La Mosca ufficiale celebra i funerali dell'estremista dell'imperialismo russo Darya Dugina e promette di proseguire anche in suo nome la guerra all'esterno. Ma contemporaneamente all'interno, poco notata dai media occidentali, si accentua la repressione contro chi a quella guerra si oppone, e più in generale contro tutta l'opposizione al regime di Vladimir Putin. Quando pensiamo a questo mondo politico, sociale e mediatico, pensiamo in primo luogo ad Aleksei Navalny, il principale antagonista di Putin che ormai da un anno e mezzo langue semidimenticato in un lager a regime duro. Ma l'opposizione in Russia non è solo Navalny. L'ultima, importante notizia di persecuzioni contro di essa viene da Ekaterinburg, la quarta città del Paese per dimensioni, ricordata nei manuali di Storia per essere stata teatro del massacro della famiglia imperiale Romanov per mano dei leninisti nel 1918.

A Ekaterinburg - che in epoca sovietica era stata ribattezzata Sverdlovsk in onore di un rivoluzionario della prima ora - la polizia ha arrestato Evgeny Roizman, che era stato fino al 2018 l'ultimo sindaco di una città russa appartenente a un partito di opposizione liberale, e questo prima che Putin ordinasse che per evitare il ripetersi di una simile vergogna i sindaci dovessero da allora in poi essere nominati dall'alto e non più votati dai cittadini. Roizman è stato in questi quattro anni un coraggioso esponente di un'opposizione ormai disarmata, e aveva continuato a manifestare la sua contrarietà al putinismo attraverso messaggi online. Già tre volte era stato multato e ammonito dalle autorità, ma ieri la polizia si è presentata a casa sua per arrestarlo: la sua colpa è stata quella di esprimere per mezzo di video sul suo canale YouTube opposizione alla guerra in Ucraina, cosa di fatto proibita da apposita legge che punisce con estrema severità la «diffamazione delle forze armate russe».

Roizman, che rischia cinque anni di prigione, ha documentato il suo arresto in diretta con un filmato diffuso online che si è interrotto quando la polizia gli è entrata in casa. I poliziotti hanno anche fatto irruzione in una serie di proprietà collegate all'ex sindaco di Ekaterinburg, tra le quali figura un museo della Chiesa ortodossa. Ai giornalisti che si erano radunati sotto casa sua, Roizman ha gridato dalla finestra che il caso criminale a suo carico era stato aperto «a Mosca» e ha aggiunto di essere arrestato «per una sola frase: l'invasione dell'Ucraina»: è noto che Putin ha proibito per legge di definire guerra o invasione quella che egli chiama «l'operazione militare speciale in Ucraina».

Evgeny Roizmanè stato sindaco di Ekaterinburg dal 2013 al 2018, ed era anche stato deputato al Parlamento di Mosca (la Duma) dal 2003 al 2007. Egli è solo uno dei più noti tra i circa 200 cittadini russi che devono rispondere di un'accusa penale per aver manifestato la loro opposizione alla guerra in Ucraina: alcuni di loro rischiano 15 anni per presunta diffusione di false notizie. Tra essi spiccano oppositori vicini a Navalny come Ilya Yashin e Vladimir Kara-Murza, quest'ultimo anche lui sopravvissuto a un tentativo di avvelenamento. Ma sono addirittura 16.500 le persone che sono state incarcerate in tutta la Russia in questi sei mesi per lo stesso motivo: gran parte di loro sono state fermate nel primo mese di guerra e multate, poi i casi sono calati. Sarebbero inoltre settemila i siti web bloccati d'autorità e 74 le organizzazioni bollate come «agenti stranieri».

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