Mosca studia il piano italiano. No ucraino: così niente pace

La Russia valuta la proposta del governo, Zelensky frena: "Solo un mio incontro con Putin può porre fine alla guerra"

Mosca studia il piano italiano. No ucraino: così niente pace

Cessate il fuoco immediato, smilitarizzazione del fronte, neutralità dell'Ucraina con garanzie di sicurezza, colloqui per risolvere la questione dello status di Crimea e Donbass, un nuovo patto di sicurezza europea e internazionale. Sono questi i quattro punti principali del piano di pace per tentare di risolvere il conflitto tra Russia e Ucraina, presentato dall'Italia questa settimana al segretario generale dell'Onu Antonio Guterres. Dopo il silenzio iniziale, è arrivata una prima risposta da Mosca. La Russia «sta valutando» il piano presentato da Roma, dice il viceministro degli Esteri Andrei Rudenko, che afferma anche che il documento proposto dal ministro degli Esteri italiano Luigi Di Maio è stato ricevuto «di recente». Le autorità russe, quindi, stanno studiando il piano in quattro punti elaborato dalla diplomazia della Farnesina. Più freddo l'Alto rappresentante per la Politica Estera dell'Unione Europea Josep Borrell, che ha subordinato qualsiasi ipotesi di accordo al «ritiro incondizionato della Russia». Dall'Ucraina domenica hanno fatto sapere che il testo è all'esame del presidente Volodymyr Zelensky e che «qualsiasi tentativo internazionale di riportare la pace sul territorio ucraino e in Europa è benvenuto». Ieri la precisazione del portavoce del ministro degli Esteri di Kiev Oleg Nikolenko: «Allo stesso tempo ogni decisione politica deve partire dal rispetto della sovranità e dell'integrità territoriale dell'Ucraina nei suoi confini così come sono riconosciuti dalla comunità internazionale». Zelensky, intanto, ha ribadito che soltanto un suo incontro con il presidente Putin potrà porre fine alla guerra. Nessun mediatore, «perché tutte le decisioni in Russia sono prese solo da lui».

Una sponda invece è arrivata negli scorsi giorni dalla Francia, con fonti della presidenza francese dell'Ue a Bruxelles che hanno sottolineato: «C'è coordinamento tra Francia e Italia per arrivare a un cessate il fuoco, i due paesi sono in contatto». Il nodo - appositamente lasciato sul vago nel testo presentato dall'Italia - è lo status dei cosiddetti «territori contesi» del Donbass e della Crimea, annessa dalla Russia nel 2014. La proposta italiana prevede che a contribuire a una trattativa sui confini e la sovranità territoriale delle due regioni cuore del conflitto sia una commissione internazionale. Secondo lo schema studiato dalla Farnesina, infatti, a supervisionare tutti i processi per arrivare a un accordo dovrebbe essere il Gruppo Internazionale di Facilitazione, a cui spetterebbe il compito di garantire imparzialità e sicurezza alle trattative di pace. Insomma, il piano di Roma è un punto di partenza per provare a intavolare un dialogo che si è bloccato. «Ovviamente si tratta di un piano di lavoro che può essere soggetto a modifiche e contributi a livello internazionale - dicono al Giornale fonti diplomatiche italiane - quello proposto dall'Italia è uno schema da cui si può sviluppare una trattativa, un primo step per far ripartire concretamente un dialogo che ora è completamente fermo». E, soprattutto, precisano da ambienti della Farnesina: «Ogni trattativa di pace dovrà essere approvata e decisa dall'Ucraina, che in questo caso è il paese che è stato invaso dalla Russia, quindi le decisioni sui termini di una futura pace devono essere prese da Kiev».

Preso atto della disponibilità della Russia quanto meno a «valutare» il piano di lavoro presentato da Di Maio, alla Farnesina immaginano il documento italiano come un primo passo per rimettere in moto la diplomazia, non certo come un testo definitivo da prendere o lasciare. E anche sul fronte della politica italiana si registrano le prime reazioni di diversi parlamentari del M5s e di altri partiti della maggioranza, che apprezzano l'iniziativa del governo. «Finalmente l'Italia ha cominciato concretamente a parlare di pace e ha presentato un piano per arrivare prima a un cessate il fuoco e poi a un accordo», è uno dei commenti che circolano tra Montecitorio e Palazzo Madama.

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