Il Partito anti Islam di Meluzzi e il Partito musulmano: due programmi a confronto

Il nuovo Partito anti islamizzazione (Pai) di Alessandro Meluzzi contro il (quasi) Partito islamico di Hamza Piccardo. I loro programmi a confronto

Il Partito anti Islam di Meluzzi e il Partito musulmano: due programmi a confronto

Milano spesso è stata il cuore della politica italiana. E lo è anche nella sua nuova declinazione: pro e contro Islam. L'inizio di luglio si sta rivelando molto importante per la nascita e l'istituzionalizzazione di due movimenti che adottano posizioni opposte rispetto alla religione musulmana: il Partito anti islamizzazione e il (quasi) Partito islamico. Due nuove realtà che, nei prossimi anni, potrebbero tuffarsi nell'agone politico per rappresentare gli interessi di chi si colloca su fronti opposti rispetto alla dilagante diffusione in Italia della religione islamica.

Martedì mattina è stato presentato a Milano, all'ombra della Madonnina, il Partito anti islamizzazione dello psichiatra criminologo e pastore ortodosso Alessandro Meluzzi. Un tricolore circolare come simbolo, il Pai nasce "per contrastare ogni forma di radicalizzazione. È un movimento culturale e politico per la difesa della Costituzione e perché i nostri valori costituzionali di libertà, di distinzione tra leggi religiose e civili siano preservati", ha spiegato Meluzzi insieme al segretario Stefano Cassinelli e al presidente Marco Di Prinzio.

Quali sono i punti più importanti del programma del Pai? Secondo Meluzzi, il nuovo partito vuole "affrontare il problema della convivenza in Italia e impedire che la legge religiosa possa prevalere su quella civile". Il core business del Pai è "limitare il flusso migratorio incontrollato e l'islamizzazione della nostra società", attraverso la salvaguardia delle tradizioni italiane da promuovere con lo stornamento verso i Paesi africani dei fondi impiegati per l'accoglienza in Italia, da impiegare in loco per scoraggiare l'immigrazione.

Tra le altre proposte del programma anche uno sguardo ai giovani e alle giustizia: controlli obbligatori da parte della Asl nelle scuole per scoraggiare l'uso di droghe e pene più severe (triplicate) verso politici e rappresentanti delle istituzioni giudicati colpevoli. Un mix di misure interne ed esterne per impedire che in futuro non diventi impossibile "mangiare il prosciutto in pubblico, avere mortadella nelle mense, appendere un crocifisso e fare il presepe a Natale o bere un bicchiere di whisky in un dehor", ha ribadito Meluzzi.

Se le forze anti-islamiche non stanno a guardare, si può dire la stessa cosa per i musulmani italiani. Nonostante alcune secche smentite, l'ex esponente dell'Unione delle comunità islamiche italiane (Ucoii) Roberto Hamza Piccardo starebbe viaggiando spedito verso la creazione del Partito islamico. Il 2 luglio, in via Maderna a Milano, si è riunita la Costituente islamica di cui Piccardo è segretario. Un'assemblea che, secondo l'ex esponente Ucoii, "vuole dare una rappresentanza democratica ai circa 2,6 milioni di musulmani italiani".

La Costituente islamica, che si è già riunita a maggio a Torino e Bologna e il 9 luglio sbarcherà a Roma e successivamente a Verona, Brescia, Napoli e Catania, è un'assemblea di 100 eletti con un consiglio di presidenza e varie commissioni. In attea di tramutarsi in Partito, ha già elaborato i punti più importanti del suo programma.

Il primo è siglare un'intesa con lo Stato italiano, ai sensi dell'art. 8 della Costituzione, "per dare ai musulmani un quadro legale nel quale muoversi", dice Piccardo, già criticato per avere ammesso di sognare un'Italia a maggioranza musulmana. "Quadro legale" significa abolire il diritto di critica all'Islam, prevedendo pene particolari per chi esprima opinioni negative o contrarie alla religione di Maometto. Inevitabile ripensare al giornalista di Libero Filippo Facci, sospeso due mesi dall'Odg per avere rivendicato il "diritto a odiare l'Islam".

E non è finita qui. La Costituente islamica punta anche a farsi riconoscere una tutela particolare per le feste islamiche. "Nel fissare i diari dei concorsi pubblici lo Stato tiene conto del rispetto del riposo sabbatico. Perché ai musulmani deve essere negata qualsiasi tutela? Io credo che lo Stato debba almeno riconoscere le due festività più importanti dell'Islam", ha spiegato Piccardo in un'intervista a Today.it di qualche tempo fa.

Quindi l'ultima richiesta, l'introduzione della poligamia in Italia. "Io e milioni di persone non condividiamo la relazione omosex e tuttavia essa è lecita e ne rispettiamo gli attori. I soggetti interessati sono comunque una minoranza, come lo sarebbero i poligami. L'intera società può accettarli tutti", disse Piccardo un anno fa.

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