Nato, via alla Forza di risposta. "Invitate" Svezia e Finlandia. Scontro aperto anche all'Onu

I leader della Nato sono compatti nella loro condanna senza appello, e al termine del vertice fanno sapere che procederanno "a tutti i dispiegamenti necessari per assicurare una forte e credibile deterrenza e difesa attraverso l'Alleanza ora e in futuro"

Nato, via alla Forza di risposta. "Invitate" Svezia e Finlandia. Scontro aperto anche all'Onu

New York. La decisione di Vladimir Putin di attaccare l'Ucraina è «un terribile errore strategico per il quale la Russia pagherà un prezzo severo nei prossimi anni in termini politici ed economici». I leader della Nato sono compatti nella loro condanna senza appello, e al termine del vertice virtuale di emergenza fanno sapere che procederanno «a tutti i dispiegamenti necessari per assicurare una forte e credibile deterrenza e difesa attraverso l'Alleanza ora e in futuro», ma «le nostre misure sono e restano preventive, proporzionate e non sono improntate a un'escalation». Per la prima volta in assoluto è stata attivata la Forza di risposta della Nato come misura difensiva in risposta all'invasione russa. Un segnale forte e chiaro. «É un momento storico - ha commentato il comandante supremo dell'Alleanza, generale Tod Wolters - Queste misure di deterrenza sono prudenti e migliorano la nostra velocità, reattività e capacità di protezione del miliardo di cittadini che abbiamo giurato di difendere».

Il presidente americano Joe Biden - che ha sentito nuovamente il collega ucraino Volodymyr Zelensky - continua a coordinare la risposta occidentale ribadendo l'intenzione di difendere «ogni centimetro del territorio Nato» rafforzandone il fianco orientale. Nel comunicato al termine del vertice, diffuso dalla Casa Bianca, i leader hanno precisato di aver «attivato i piani di difesa per prepararci a rispondere ad una serie di evenienze e rendere sicuro il territorio dell'Alleanza», ribadendo l'impegno «di ferro» verso l'articolo 5 del trattato, quello sulla mutua difesa. Il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, ha precisato che per rafforzare il fianco Est dell'Alleanza sono stati già dispiegati migliaia di uomini e 100 aerei, a cui si aggiungono circa 20 unità navali nel Mediterraneo. «La Russia ha ridotto in frantumi la pace sul continente europeo. Ciò contro cui abbiamo messo in guardia per mesi è arrivato nonostante tutti i nostri sforzi per trovare una soluzione diplomatica», ha affermato sempre Stoltenberg, sottolineando che Mosca ha la totale responsabilità della deliberata e premeditata invasione a sangue freddo. «Invitiamo la Russia a cessare immediatamente la sua azione militare», ha aggiunto parlando ai leader dei 30 paesi membri dell'Alleanza. Stoltenberg ha anche fatto sapere che «ci stiamo preparando all'evenienza di attacchi informatici agli stati Nato, che possono tecnicamente innescare l'articolo 5 del trattato, e siamo concentrati per evitare una crisi a riguardo».

Al vertice, su suo invito, hanno partecipato oltre all'Ue anche Finlandia e la Svezia, suscitando l'immediata reazione di Mosca. La portavoce del ministero degli Esteri Maria Zakharova ha avvertito che la Russia «non può non notare i persistenti tentativi della Nato» di allargarsi includendo Finlandia e Svezia, compiuti «in particolare dagli Usa», e sottolineando che il suo Paese considera «un importante fattore della sicurezza la politica di non-allineamento» di quegli Stati.

Al Palazzo di Vetro dell'Onu, intanto, la Russia intende bloccare con il veto la bozza di risoluzione americana in Consiglio di Sicurezza che condannava «con la massima fermezza l'aggressione di Mosca», chiedendo di «cessare immediatamente l'uso della forza» e di «ritirare subito, completamente e incondizionatamente tutte le sue truppe militari dal territorio ucraino entro i suoi confini internazionalmente riconosciuti».

Il fallimento era scontato, ma Washington puntava ad ottenere la più estesa maggioranza possibile per

dimostrare che Mosca è isolata a livello internazionale. Il voto su un testo simile dovrebbe seguire nei prossimi giorni in Assemblea Generale, dove le risoluzioni non sono vincolanti ma i 193 membri non hanno il diritto di veto.

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