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Nel buco rosso della Puglia spunta la buvette milionaria

La Regione usa 1,5 milioni per il bar dei consiglieri. E i viaggi per la sanità sono costati oltre 2 miliardi

Nel buco rosso della Puglia spunta la buvette milionaria
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Vieni a mangiare in Puglia. Non in masseria, ma nella nuova area ristoro e relax del Consiglio regionale. La vecchia consiliatura aveva approvato a maggioranza a ottobre scorso una variazione di bilancio che ha permesso di investire un altro milione e mezzo di euro per completare e arredare i 480 metri quadri che ospiteranno bar, mensa e ristorante più area relax, e i nuovi consiglieri, martedì scorso, hanno dato l'ultimo via libera al progetto e alla gara da bandire. Quanto all'area relax, questa era già finita sui giornali a settembre 2024 perché con la biblioteca - era uno dei locali per il cui arredamento aveva vinto la gara d'appalto la Emiliano srl, ditta di famiglia dell'ex Governatore, Michele (oggi consigliere giuridico del suo successore ed ex delfino Antonio Decaro, nella foto). L'allora presidente cadde dalle nuvole, disse di non saperne nulla e criticò il consiglio per aver invitato quella società dal cognome vistoso e i suoi familiari per aver accettato l'invito.

Ma torniamo alla lussuosa buvette per 250 persone, tra consiglieri e ospiti esterni. I colori scelti sono neutri, chic, contemporanei. La palette proposta e approvata vede prevalere bianco, grigio e nero, boiserie in rovere, attenzione alla privacy. Insomma, promette di essere un luogo idilliaco, a giudicare dal progetto. Ma anche una calamita per le polemiche, vista la dubbia opportunità di tutta l'operazione.

Già, perché restando al tema palette, è invece rigorosamente rossa quella del bar, e chissà se c'è un riferimento al bilancio regionale della sanità, dove il colore dominante è quello del disavanzo, anno dopo anno.

A certificarlo è anche la Corte dei conti, che nell'ultima relazione al Parlamento descrive una situazione di criticità strutturale, segnata da disavanzi ricorrenti, coperture non stabili e un equilibrio finanziario raggiunto solo attraverso manovre straordinarie. Una ferita aperta per la Puglia e anche per i pugliesi, costretti da una sanità che funziona male e che costringe a interminabili liste d'attesa a sobbarcarsi lunghi viaggi verso ospedali lontani. Sono i cosiddetti "viaggi della speranza", che sono una discreta disperazione per i conti regionali, visto che proprio il documento della Corte dei Conti sottolinea come, per la mobilità passiva (lo spostamento di pazienti dalla propria regione verso un'altra per ricevere cure), la Puglia abbia visto andare in fumo 230 milioni di euro solo nel 2024, anno record ma coerente con i disastri passati, visto che negli ultimi dieci anni questa "voce" ha pesato per quasi due miliardi di euro (1,977 miliardi, per la precisione) sui conti in rosso della sanità del Tacco d'Italia.

Insomma, a guardarla così non c'è molto per cui brindare nel futuro, rossissimo bar della nuova buvette del consiglio regionale. E non è certo un fulmine a ciel sereno, visto che parliamo di una situazione critica da almeno un decennio. O da un ventennio, come denunciava ad agosto scorso il consigliere leghista Napoleone Cera: "Vent'anni di mala gestio perpetrata dai governi regionali di centrosinistra ci hanno portati allo sfacelo", ringhiava l'esponente del Carroccio, citando "liste d'attesa infinite" e "cittadini costretti a curarsi fuori regione mentre nelle Asl aumentano solo i costi della burocrazia", di fatto anticipando la bacchettata arrivata dalla magistratura contabile.

Eppure la Puglia resta cromaticamente bipolare: da una parte i toni pastello e il design curato per i consiglieri, dall'altra i numeri che non tornano per i cittadini, sovrani solo a parole.

Nel mezzo, appunto, una variazione di bilancio di fine legislatura che trova spazio e soprattutto soldi per completare un ristorante di rappresentanza, mentre non riesce ad assicurare un livello adeguato dei servizi sanitari. Insomma, più che "cin cin", "salute".

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