Nera e incinta aggredita: nuova bufera sulla polizia nei 10 anni di "black lives"

La donna trascinata fuori dall'auto e sbattuta a terra. Bufera sugli agenti, timori di altre proteste

Nera e incinta aggredita: nuova bufera sulla polizia nei 10 anni di "black lives"
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«Sì, non gli ho dato il mio documento d'identità. È vero, ho infranto la legge. Ma non meritavo certo di essere trascinata, gettata a terra, con un ginocchio sulla schiena. Sono incinta, l'ho urlato al poliziotto, ma lui mi ha risposto che non gli importava nulla». L'intervista della 24enne afroamericana Nerillia Laurent è stata trasmessa dal canale CBS12 News lo scorso 2 giugno, ma il video del suo arresto (pubblicato su Tik Tok il 30 maggio) è diventato virale soltanto domenica, attirando l'attenzione dei media di mezzo mondo.

La storia risale addirittura al 22 maggio, a Boca Ratòn, località balneare della Florida. Sono le 11 di mattina quando a ridosso di una stazione di servizio Nerillia viene fermata assieme al fidanzato trentenne Harry Hardy da due poliziotti, chiamati da un passante che aveva visto un uomo e una donna discutere animatamente in un Suv nel quale si trovava anche un bambino. Gli agenti hanno chiesto a Nerillia ed Harry di mostrare documenti e patente, ma la donna, in evidente stato psicologico alterato, ha risposto che era suo diritto rimanere in macchina. Il clima si è via via surriscaldato. Il poliziotto, Matthew McNichol, che a inizio luglio ha rassegnato le dimissioni, ha minacciato di arrestarla. La donna ha reagito insultandolo, e dicendo più volte di non toccarla. Per due minuti l'agente ha ripetuto che avrebbe arrestato entrambi se avessero continuato a non cooperare. McNichol ha minacciato di colpire la donna con il taser, senza però utilizzarlo. Alla fine ha tirato fuori la ragazza, al sesto mese di gravidanza, strattonandola e bloccandola a terra con un ginocchio per ammanettarla. Harry è fuggito dalla scena, lasciando il bambino incustodito, ma è tornato sui propri passi dopo che l'altro poliziotto, David Fowler, ha iniziato a inseguirlo con il taser. «Hanno distrutto la mia vita e quella della mia famiglia - raccontava a CBS12 News - mi auguro che una cosa del genere non accada più». Fortunatamente il bambino che porta in grembo non ha subìto lesioni, ma la ragazza è stata accusata di resistenza a pubblico ufficiale e arrestata per mancata comparizione in un precedente procedimento, guida con patente scaduta e per aver fornito false generalità. Tutto questo ovviamente non può giustificare l'atteggiamento dell'agente McNichol, che ha lasciato il dipartimento, si è trasferito da parenti in Alabama e ha cancellato tutti i suoi profili social dopo reiterate minacce di morte.

Sulla vicenda è intervenuto il comandante della polizia Michael Miuccio, spiegando che «gli agenti che hanno risposto alla segnalazione avevano il dovere di identificare le persone coinvolte e indagare se si fosse verificato un crimine o se qualcuno fosse in pericolo. Purtroppo l'atteggiamento del nostro agente ha peggiorato la situazione. È stata avviata un'indagine interna sulla sua condotta e se ha sbagliato pagherà».

La disavventura di Nerillia è diventata virale a ridosso del decimo anniversario del Black Lives Matter, il movimento sviluppatosi all'interno della comunità afroamericana statunitense in reazione agli omicidi delle persone nere da parte delle forze di polizia e contro le politiche discriminatorie.

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