"Nessun veto...". Conte, Letta e i franchi tiratori del M5s

Michele Gubitosa, vicepresidente del M5S, non esclude il sostegno a un candidato di centrodestra: "No a veti e pregiudizi, basta che sia un alto profilo politico e istituzionale"

"Nessun veto al centrodestra". I 5 Stelle spiazzano Letta sul Quirinale

Dal Movimento 5 Stelle è arrivato un avviso chiarissimo a Enrico Letta: nessun tipo di veto o pregiudizio nei confronti di nessuno, neanche verso un profilo di centrodestra. E così la partita per il Quirinale inizia a prendere forma, con i grillini che potrebbero rompere quell'asse con il Partito democratico e Liberi e uguali in vista della corsa per il Colle. A prendere posizione per i pentastellati non è stato il primo passante, non un semplice deputato o senatore, ma Michele Gubitosa. Ovvero uno dei cinque vicepresidenti del M5S, che ha tracciato una linea di apertura a favore degli avversari politici.

L'apertura del M5S

Per il momento Gubitosa non vuole fare fughe in avanti sui nomi, visto che la priorità è interamente riservata all'approvazione della manovra di fine anno. Comunque tra un paio di settimane la questione Quirinale andrà affrontata: in tal senso ha specificato che da parte del Movimento 5 Stelle "non ci sono pregiudizi": la condizione imprescindibile è che si tratti di "figure di alto profilo politico e istituzionale".

Gubitosa, nell'intervista rilasciata a La Repubblica, ha ribadito senza giri di parole che "non mettiamo veti e non siamo prevenuti". Una precisazione che ha ritenuto doveroso fare "affinché nessuno pensi di utilizzarci come scusa per dire no a qualcuno". Un segnale diretto a Letta? Il segretario del Pd spera di saldare il filo con i 5S e fare fronte comune per evitare la disfatta. Ma le parole di Gubitosa vanno in un'altra direzione e lasciano intendere che tutti i nomi sul tavolo andranno valutati, compresi quello del centrodestra.

Le mosse per il Quirinale

I discorsi sono prematuri e ovviamente non si sa ancora quale possa essere la figura di centrodestra su cui i 5 Stelle potrebbero convergere. Allo stato attuale Forza Italia, Lega e Fratelli d'Italia hanno avanzato solo un nome ed è quello di Silvio Berlusconi, per cui hanno giurato compattezza e fedeltà se la sua candidatura dovesse ufficializzarsi. Ma su questa possibilità Gubitosa ha messo le mani avanti: "Su di lui ci siamo già espressi, non avrà i nostri voti". Eppure nel Movimento 5 Stelle c'è chi strizza l'occhio al leader azzurro e non nasconde apprezzamenti.

Nei giorni scorsi è stato proprio Giuseppe Conte a riconoscere che Berlusconi "ha fatto anche molte cose buone" e "ha interpretato la voglia di rinnovamento di una parte del Paese che si è identificata con lui". Motivo per cui "c'è rispetto nei confronti di una figura che ha avuto un ruolo istituzionale importante nel Paese". Conte comunque esclude un sostegno a Berlusconi, ma sa benissimo che nel Movimento potrebbe gonfiarsi da un momento all'altro la fronda pro Cavaliere.

I franchi tiratori

Come scritto da Domenico Di Sanzo su ilGiornale in edicola oggi, tra le fila del M5S è spuntata pure l'ipotesi Giuliano Amato. Ma perché l'idea stuzzica tanto i pentastellati? La motivazione va trovata sempre nel terrore sui franchi tiratori, soprattutto per la conta imprevedibile dalla quarta votazione in poi: secondo gli auspici grillini, il giudice costituzionale potrebbe trovare una certa trasversalità tra i partiti evitando così una pattuglia di dissidenti 5 Stelle che nel segreto dell'urna potrebbe votare Silvio Berlusconi.

Nel frattempo si resta in attesta del tavolo che Matteo Salvini intende convocare per riunire tutti i segretari di partito: l'intenzione è quella di trovare un profilo che possa contare su una maggioranza più ampia possibile, puntando all'elezione del prossimo presidente della Repubblica in tempi strettissimi. Ieri le forze di maggioranza si sono trovate d'accordo sulla necessità di dare continuità al governo fino al 2023 e scongiurare instabilità politica.

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