Nessuno tagli gli assegni Non tocca ai pensionati mantenere i disoccupati

Nessuno tagli gli assegni Non tocca ai pensionati mantenere i disoccupati

Il presidente dell'Inps, Tito Boeri, insiste nel voler tagliare le pensioni oltre 2 o 3mila euro mensili per recuperare risorse e ridurre i passivi dell'ente. Non siamo contrari in linea di principio anche ad interventi di tipo perequativo, ma prima di azionare le cesoie, bisognerebbe chiedersi - e nessuno lo fa - quali siano le finalità della Previdenza sociale. La quale nasce per amministrare i denari versati dai lavoratori e dai datori di lavoro (sotto forma di salati contributi) allo scopo di restituirli, dopo anni, a chi va in quiescenza.

La montagna di soldi gestita dall'istituto non potrebbe servire ad altro. Distrarre dal capitale complessivo a sua disposizione somme da destinare ad altre operazioni dovrebbe essere vietato. Un divieto che, invece, non viene affatto rispettato. Tanto è vero che l'Inps liquida le cosiddette pensioni sociali a chi non ha pagato alcun contributo. Trattasi di pura beneficenza che lo Stato fa abusivamente con i quattrini di chi viceversa i contributi li ha sganciati in una vita di sacrifici. Il quale Stato, si intende, è legittimato a soccorrere i vecchi indigenti, ma solo se utilizza fondi propri, ossia prelevati dalla fiscalità generale e non dalle tasche dei lavoratori, come fa, provocando buchi mostruosi nei conti previdenziali.

Non è finita. Che dire della Cassa integrazione? Essa è importante, ovvio: fornisce sussistenza ai disoccupati momentanei, ma solo ad alcuni, cioè coloro che dipendono o dipendevano da grandi aziende. Se un cameriere o il meccanico di una piccola officina rimane a spasso, non riscuote un euro. Già questo è profondamente ingiusto. Transeat. È necessario rammentare che la citata Cassa è finanziata pure dall'Inps: miliardi sottratti ancora ai lavoratori. Qui si tradiscono bellamente i patti istitutivi dell'ente: assicurare un assegno mensile ai pensionati che hanno affidato ad esso i propri denari. Spendendo i quali in altre opere significa rubarli ai pensionati stessi, profittando della loro impotenza.

È quindi d'obbligo, prima di procedere al ridimensionamento delle pensioni, separare l'assistenza (da foraggiarsi, ripetiamo, con la fiscalità generale) dalla Previdenza, restituendo quest'ultima ai suoi compiti originari, che sono soltanto quelli di garantire ai contribuenti a riposo un reddito sufficiente per un'esistenza dignitosa.

Non stiamo affermando che lo Stato debba abolire le pensioni sociali e chiudere la Cassa integrazione guadagni, assolutamente no. Ma provveda alla bisogna con i propri mezzi e non con quelli di gente che, avendo girato all'Inps fior di quattrini, ha il diritto di vederseli rimborsati - secondo contratto - interamente e non decurtati. Quando poi sentiamo dire che i giovani di oggi lavorano per consentire ai quiescenti di ricevere l'assegno, ci vengono i brividi. Trattasi di menzogna. I vecchi incassano adesso solo quanto hanno anticipato in passato. Nessuno regala loro una monetina.

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