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Al Niguarda nove feriti gravi. "Ma possiamo aumentare i posti letto ancora disponibili"

L'impegno dell'assessore Bertolaso. Tra gli italiani ancora dispersi quattro ragazzi

Al Niguarda nove feriti gravi. "Ma possiamo aumentare i posti letto ancora disponibili"
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È stata una giornata concitata quella di ieri al Centro ustioni di Niguarda anche per le condizioni meteo avverse che hanno messo in dubbio la possibilità di far partire l'elisoccorso nelle prime ore della mattina. Poi il cielo si è rischiarato ed è atterrata sul tetto del Grande ospedale metropolitano Francesca, la sedicenne di Milano giudicata in mattinata non trasportabile. "Necessitava di cure urgenti e indispensabili che gli ospedali in Svizzera non erano in grado di fornire: si è deciso di accettare il rischio del trasporto e di ritardare di un paio d'ore le medicazioni per ricoverarla a Niguarda" spiega Roberto Faccincani, direttore della struttura Maxi emergenza di Areu che ha coordinato il ponte aereo sanitario tra Svizzera e Italia. Che cosa determina le condizioni di trasportabilità di un grave ustionato? "Sono due i parametri di valutazione - spiega il direttore - una problematica respiratoria e quindi un alto consumo di ossigeno, che non sempre può essere garantito in volo, e la pressione troppo bassa che deve essere sostenuta con dei farmaci ad alto dosaggio". Alle 13 è arrivata da Losanna la sua amica e compagna di scuola Sofia, 15 anni, anche lei in condizioni gravi. Non è stato invece trasferito il paziente svizzero di 30 anni, con cognome italiano e quindi finito nella lista della Farnesina perché le sue condizioni non lo permettevano, diversamente da quanto annunciato venerdì sera.

"L'operazione non è affatto conclusa fino a quando l'ultimo dei nostri ragazzi sarà tornato a casa - il bilancio dell'assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso - In questi giorni abbiamo fatto oltre venti viaggi verso la Svizzera per andare a prendere i ragazzi, 40 ore di volo in condizioni meteorologiche non ottimali attraversando le Alpi. È un gioco di squadra italiano di cui siamo orgogliosi, e non ci fermiamo". Nella notte è possibile che ci saranno nuovi viaggi, dal momento che sono in valutazione pazienti non italiani, per cui gli ospedali svizzeri hanno chiesto supporto clinico.

Il direttore del pronto soccorso di Niguarda, Filippo Galbiati, ha annunciato che "l'ospedale è pronto ad ampliare ulteriormente la disponibilità: la direzione e le autorità regionali ci hanno chiesto di mettere a disposizione ancora più posti letto (il Centro ustioni ne conta 12 in ordinario, ndr) anche per eventuali necessità richieste dalle autorità svizzere. Abbiamo un sistema di allertamento per le maxi-emergenze e un'organizzazione interna rodata".

Attualmente sono nove i feriti italiani ricoverati al Centro ustioni di Niguarda: tutti giovanissimi tra i 15 e i 16 anni, tranne una ragazza di 29 anni. È stato invece identificato nel pomeriggio all'ospedale di Zurigo grazie al test del Dna Kean, studente del Virgilio, che era nella lista dei dispersi.

Mancano all'appello ancora due giovani: Leonardo, che era in compagnia di Kean, per il quale si attende la conferma del Dna e Achille, 16 anni, alunno delle Orsoline, del quale non ci sono notizie. In mattinata il prefetto Claudio Sgaraglia ha incontrato in ospedale i familiari di Gregorio, uno dei feriti più gravi.

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